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Numero 6 | 2026

SICUREZZA DELLE APPARECCHIATURE ELETTRONICHE PER TECNOLOGIA AUDIO/VIDEO, DELL’INFORMAZIONE E DELLE TELECOMUNICAZIONI

 

Massimiliano Magri, Membro CEI CT 205

Un esempio di uso di sistemi BACS a disposizione dei tecnici del nosocomio di Napoli che possono autonomamente non solo gestire ma anche modificare le logiche di automazione in maniera autonoma.

 

Foto: una delle PdC del nosocomio (fonte A&G Multiservice)

Durante il cinquantaquattresimo convegno internazionale di AICARR svoltosi all’interno della manifestazione fieristica MCE a marzo 2026, è stato presentato un esempio di applicazione del decreto rilancio (il DL n.34/20) che impone alle terapie intensive (TI) di tutti gli ospedali di dotarsi di sistemi di ventilazione meccanica controllata capaci di gestire la qualità dell’aria del reparto in questione in maniera adattiva in funzione della presenza di pazienti infettivi. Si tratta di una misura nata dall’esperienza del famoso ospedale di Codogno a febbraio 2020, dove il paziente “0” fu ricoverato in una terapia intensiva priva di queste automazioni, con la conseguente diffusione del contagio all’interno della struttura stessa. Infatti, queste zone sono sempre a pressione positiva rispetto al resto delle altre zone perché l’aria deve essere sempre pulita per tali pazienti. Tuttavia, in presenza di un paziente infettivo, è fondamentale che l’aria del locale sia adeguatamente filtrata ed espulsa all’esterno, evitando che entri in contatto con altri pazienti o con gli occupanti delle zone limitrofe dell’ospedale. La mancanza di questo tipo di automazione nel 2020 ha mostrato quanto il rischio di contagio interno sia altrimenti pressoché certo.

 

Foto: una delle sale della TI del Cardarelli (fonte A&G Multiservice)

Oggi è quindi obbligatorio che una TI abbia una o più zone in cui ricoverare gli infettivi. Queste zone devono poter essere separate in maniera ermetica dal resto della TI e ventilate in modo tale che la pressione differenziale sia controllata in modo che l’aria nelle zone degli infettivi esca verso l’esterno e non si mescoli mai verso altre zone dell’ospedale. Dal punto di vista energetico, questo comporta consumi elevati: è infatti necessario azionare potenti estrattori per vincere la resistenza dei filtri posti prima della bocca di espulsione, mantenendo costantemente la stanza in pressione differenziale negativa rispetto al resto della terapia intensiva. Inoltre, l’aria viene controllata con precisione anche sotto il profilo igrometrico; si tratta quindi di aria dal costo energetico elevato che, per ragioni di sicurezza sanitaria, non sempre consente l’impiego di recuperatori di energia. Poiché la presenza di pazienti infettivi in terapia intensiva è fortunatamente sporadica, queste zone devono poter essere adattate in modo dinamico e non permanente, rendendo indispensabile l’adozione di sistemi di automazione BACS avanzati.

 

Foto: UTA stilizzato all’interno di una pagina del CAD visuale di programmazione e del BMS (fonte A&G Multiservice)

Innovazione

L’elemento di maggiore innovazione del progetto risiede nella modalità di sviluppo e manutenzione del software di controllo tramite la piattaforma CAD di visual programming. Tradizionalmente, le logiche HVAC di impianti complessi in ambito critico richiedono programmatori specializzati e linguaggi proprietari di tipo testuale, costringendo l’ospedale e l’installatore a dipendere in via esclusiva dalla casa madre costruttrice per qualsiasi modifica futura.

L’adozione del CAD in visual programming ribalta questo paradigma grazie a un approccio completamente visuale e orientato agli oggetti. L’installatore ha potuto configurare l’intero impianto in autonomia, svolgendo in proprio le seguenti fasi:

  • Virtualizzazione del quadro elettrico, associando fisicamente i morsetti reali di ingresso e uscita (analogici e digitali) ai pin virtuali dei regolatori e delle relative espansioni
  • Integrazione a blocchi logici, aggregando componenti impiantistici ben noti nel settore termotecnico (pompe di calore, scambiatori VAV, UTA, sonde, termostati) sotto forma di macro-blocchi preconfigurati e collaudati dal costruttore
  • Definizione dei flussi funzionali tramite diagrammi a blocchi grafici per regolare pressioni differenziali, compensazioni climatiche basate sulla temperatura esterna e commutazioni repentine di modalità operativa (da sovrapressione a depressione).

Il software in questione, distribuito liberamente e senza costi di licenza, permette all’ospedale di disporre di una documentazione dinamica e direttamente modificabile dall’installatore o dai tecnici della manutenzione interna, riducendo drasticamente il Total Cost of Ownership (TCO) e garantendo una rapidità di adeguamento unica in caso di future emergenze sanitarie.

Foto: quadro elettrico del UTA 01 (fonte A&G Multiservice)

 

Il documento dal titolo “Visual programming of the regulation and supervision of the new intensive care unit at the Cardarelli hospital in Naples” che illustra il caso studio è stato pubblicato sulla piattaforma “E3S Web of Conferences” al link https://doi.org/10.1051/e3sconf/202671004001 .

 

Foto: sito web CEI

Per approfondimenti sulle logiche di gestione di un UTA, si consiglia di fare riferimento alla Guida CEI 205-18 cap. 8.5 disponibile al link: https://mycatalogo.ceinorme.it/cei/item/0000019337