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CALOGERO TURTURICI: LA PROTEZIONE CONTRO I PERICOLI DI INCENDIO

11/09/2017
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Illustrati i nuovi compiti del SottoComitato 64C, recentemente aggiornati.

Calogero TURTURICI

Nato ad Agrigento nel 1964, laureato in Ingegneria elettronica a Palermo nel 1990 con votazione 110 e lode, risiede ad Alessandria.

E’ entrato a far parte del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nel 1995, dove attualmente è Primo Dirigente con incarico di Comandante Provinciale di Asti (dal 2014, dal 2011 al 2014 lo è stato della provincia di Biella).

Dal 2002 è docente presso l’Istituto Superiore Antincendi nei corsi di ingresso/specializzazione dei funzionari del CNVFF in impianti elettrici e Direttive ATEX. Fin dal 2004 è il referente per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nell’ambito dell’Accordo CEI-VVF in materia di piani formativi co-
muni, tuttora in vigore, e in tale contesto svolge sia attività di docenza ai corsi CEI per la formazione dei professionisti in materia di impianti elettrici e rischio d’incendio, sia attività di relatore ai convegni di formazione gratuita CEI. Dal 2011 è membro dei seguenti CT del CEI: 31, 31J, 81, 64, 64C, 99, ai quali si sono aggiunti, dal 2013, i CT 20, 82, 89 e 216 e, dal 2014, la rappresentanza VVF presso la Commissione Superiore Tecnica del CEI. Partecipa inoltre ai Maintenance Team dei seguenti documenti: Guida CEI 31-35, Guida CEI 31-35/A, Guida 11-35, Guida CEI 64-50, Guida CEI 82-25, Guida alla Norma CEI EN 60079-14, Guida 0-10, Guida 64-14 e Capitolo 38 della Norma CEI 64-8. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche e articoli tecnici in materia di prevenzione incedi e sicurezza impiantistica.

 

Può farci un breve bilancio, ad oggi, del lavoro svolto dal SottoComitato 64C?

La prima riunione del Comitato da me presieduta si è tenuta il 17 maggio u.s. e sino ad oggi abbiamo:

  • approvato diverse proposte di modifica inoltrate dal Dipartimento dei Vigili del Fuoco relative ai capitoli 527, 56, 62, 751 e 752;
  • esaminato congiuntamente al CT 20 il progetto di norma C1174 inerente i Cavi conformi al regolamento CPR, poi pubblicato con la Norma CEI UNEL 35016;
  • contribuito ad importati modifiche del progetto di norma C1171, recentemente pubblicato come variante V3 alla Norma CEI 64-8, con particolare riferimento agli articoli 422.7 531, 532, 535, 753;
  • sviluppato il progetto C1200 di variante alla norma CEI 64-8 relativo alle modalità di impiego dei cavi conformi alle CEI EN 13501-6 e CEI UNEL 35016, progetto licenziato nella riunione del 20 marzo u.s.;
  • iniziato l’esame di una variante alla norma CEI 64-20 proposta dal comitato SC 34D che andremo a licenziare penso abbastanza rapidamente.

Nel prossimo futuro il Comitato, prendendo spunto dalle proposte VVF già approvate, sarà fortemente impegnato in un progetto di revisione generale di quelle parti della norma CEI che si occupano direttamente o indirettamente del rischio di incendio, con lo scopo di apportare:

  • alcune modifiche al corpo normativo per allinearlo alle più recenti regole tecniche di prevenzione incendi;
  • alcune integrazioni alla parte dei commenti per meglio chiarire alcuni aspetti applicativi della norma che hanno conseguenze sulla sicurezza antincendio delle istallazioni.

 

Forse non tutti conoscono il SC 64C: ce lo vuole presentare?

I compiti del SottoComitato 64C sono stati recentemente ridefiniti nell’ambito di una riunione tenutasi il 10/03/2017 tra gli Officers del CT 64 e la Direzione Tecnica.

La competenza diretta del 64C riguarda:

  • il capitolo 42 (Protezione dagli effetti termici);
  • la Sezione 527 (Scelta e messa in opera delle condutture aventi lo scopo di ridurre al minimo la propagazione dell’incendio);
  • il Capitolo 56 (Alimentazione dei servizi di sicurezza);
  • la sezioni 711 (Fiere, mostre e stand);
  • la sezione 718 (752 in CEI 64-8: Edifici aperti al pubblico);
  • la sezione 751 (Ambienti a maggior rischio in caso di incendio);
  • la Norma CEI 64-20 (Impianti nelle gallerie stradali).

In tale riunione è stato altresì stabilito che i SottoComitati e i Gruppi di Lavoro del CT 64 vengono mutuamente interessati dallo sviluppo di progetti normativi in tutti quei casi in cui il Gruppo Consultivo del CT 64 dovesse individuare una “competenza secondaria”. Con questa nuova organizzazione il SC 64C (così come gli altri SC e GdL  per  quanto di  specifica competenza) potrà incidere  positivamente su tutti quei progetti normativi che possono avere risvolti sulla sicurezza antincendio degli impianti elettrici.

 

Quali attività svolte nel CEI per rilanciare il proprio Comitato ricorda con maggiore soddisfazione?

L’aspetto che mi ha dato maggior soddisfazione dell’attività svolta è l’entità delle cose fatte sino adesso.

Il merito di quanto sopra è, comunque, da individuarsi nei colleghi membri del Comitato che ho l’onore di coordinare solo da poco più di un anno.

Confido che l’entusiasmo e la voglia di fare che stanno animando il 64C possano costituire una realtà positiva anche per i molti interlocutori del Comitato.

Spero, infine che i lavori già in programma e i prossimi progetti possano contribuire ad un definitivo consolidamento del ruolo, ritengo fondamentale, che il CEI ha voluto riconoscere a questo SottoComitato.

 

Qual è il rapporto tra le regole tecniche di prevenzione incendi e l’attività di normazione del SC 64C?

Dal 2002 il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco e il Comitato Elettrotecnico Italiano hanno siglato un accordo di collaborazione che ha comportato:

  • lo sviluppo di progetti formativi congiunti rivolti e funzionari VVF e professionisti esterni, con lo scopo di una maggiore diffusione della cultura elettrotecnica tra i funzionari VVF e della cultura antincendio tra i progettisti elettrici;
  • la partecipazione stabile dei Vigili del Fuoco, a partire dal 2004, ai seminari di formazione del CEI;
  • l’accesso, a tutti i funzionari VVF, alla banca dati normativa CEI.

Grazie alla maggior cultura “elettrica” acquisita in questi anni di intensa e proficua collaborazione, nel 2011 è stato possibile incrementare il numero di dirigenti e funzionari VVF che partecipano ai lavori dei Comitati Tecnici.

Il risultato di quanto sopra è stato quello di una forte convergenza tra i due settori di normazione (uno cogente e l’altro volontario) e tra gli esempi più significativi si possono citare:

  • il DM 15/07/2014 sulle macchine elettriche;
  • il Capitolo V2 del Codice di Prevenzione incendi sui luoghi con pericolo di esplosione.

L’obbiettivo come Presidente del 64C, ma anche come membro della Commissione Superiore Tecnica e degli altri comitati di normazione, è quello di continuare a incidere sui progetti normativi del  Corpo Nazionale  dei  Vigili del Fuoco e del CEI per garantire, quando possibile, la convergenza dei due settori normativi con lo scopo di dare maggior certezza agli operatori della sicurezza antincendi legata agli impianti elettrici (progettisti e installatori da un lato, funzionari VVF dall’altro).

 

Cosa raccoglie dal passato e cosa si propone di fare in più per gli anni del suo mandato?

Il mio predecessore e collega, Ing. Maurizio D’Addato, ha caratterizzato tutta la sua vita professionale nel Corpo Nazionale e nel  CEI con un entusiasmo e un impegno impareggiabile che, in ultimo, hanno portato alla pubblicazione della Norma CEI 64-20 indispensabile per l’adeguamento delle  gallerie  stradali  soggette  a controllo di prevenzione incendi ai sensi del DPR 151/2011.

Nel mio ruolo di Presidente cercherò di emulare analoghe virtù e sentimenti.

Quello che potrà essere fatto durante il mio mandato  dipende  da tanti fattori, quali la disponibilità dei membri del Comitato, ad oggi encomiabili, la disponibilità tra i Soci CEI  di ulteriori esperti in sicurezza antincendio applicata agli impianti elettrici, non ancora membri del comitato e che, sin da subito, invito ad iscriversi (NdR. Clicca qui per maggiori informazioni sull’associazione al CEI).

 

Come pensa di rapportarsi al mondo dell’industria nel nostro Paese?

Il nostro Paese è caratterizzato da incendi di origine elettrica stimabili intorno al 20% del totale, equamente suddivisi tra impianto e utilizzatori.

I guasti elettrici pericolosi a bordo degli apparecchi utilizzatori potrebbero essere ridotti significativamente in numero se l’utilizzatore fosse maggiormente aiutato a comprendere le conseguenze del mancato rispetto delle istruzioni per il corretto uso delle apparecchiature messe in commercio, anche mediante la rivisitazione del progetto editoriale del libretto di istruzioni per dare maggior risalto alle istruzioni di sicurezza.

Lo sviluppo di progetti normativi con lo scopo di migliorare le prestazioni antincendio degli impianti elettrici, non può prescindere dal contributo del mondo dell’industria, fondamentale per la scelta, installazione e corretto impiego delle apparecchiature dell’impianto.

Un esempio per tutti è la nuova Variante CEI 64- 8;V3 che all’articolo 422.7 segnala la possibilità di ricorrere all’installazione di AFFD (Dispositivi di rilevazione di guasti d’arco) contro il pericolo di archi serie anche se attualmente disponibili, purtroppo, solo per circuiti monofase e sino a 240 V.

Sarebbe pertanto auspicabile che le case produttrici compissero un ulteriore sforzo per immettere sul mercato AFDD per i sistemi trifase e per tutti i valori di tensione disciplinati dalla norma.

Lo stesso articolo della norma prevede l’obbligo di valutare il rischio di incendio da altri guasti serie (caratterizzati da elevate temperature/scintille) non contrastabili con gli ordinari dispositivi di protezione impiegati negli impianti; anche in questo caso, il contributo delle aziende produttrici con le loro attività di studio/ricerca/sperimentazione, sarebbe particolarmente prezioso per meglio definire il contesto normativo sull’argomento.

Pertanto, l’auspicio personale è quello di una sempre più numerosa partecipazione dei rappresentanti del mondo dell’industria alle attività del SottoComitato, ai quali vorrei  manifestare, con l’occasione, la mia personale disponibilità ad ogni possibile confronto.

 

Quali sono secondo Lei gli obiettivi prioritari che bisognerebbe dare al mondo normativo elettrico in generale e a quello del suo  CT in particolare?

L’articolo 80 del D.Lgs. 81/08 richiede al Datore di Lavoro di procedere alla valutazione del rischio elettrico e, sulla base delle risultanze, progettare, realizzare ed esercire un impianto elettrico in modo da far fronte a tutti i rischi valutati secondo il principio della regola dell’arte.

Ritenendo non percorribile l’idea di un corpo di norme tecniche volontarie per risolvere i rischi più remoti e particolari che possono caratterizzare il singolo luogo, gli obbiettivi prioritari da assicurare al mondo normativo dovrebbero essere i seguenti:

  • da un lato, quello di individuare misure deterministiche per far fronte ad una platea di rischi ragionevolmente sempre più ampia;
  • dall’altro, quello di individuare apposite linee guida per procedere in maniera guidata alla valutazione del rischi residuali e all’adozione delle conseguenti misure di compensazione come, ad esempio, avviene con la serie di Norme CEI EN 61511 e CEI EN 61508 sulla sicurezza funzionale curate dal CT 56 “Fidatezza”.
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