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CEI CT 45

25/02/2020
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STRUMENTAZIONE NUCLEARE

CAMPO DI APPLICAZIONE

Norme per apparecchiature e sistemi elettrici ed elettronici per strumentazione utilizzata in applicazioni nucleari e nella radioprotezione, inclusa la terminologia e la classificazione relativa.

L’attività normativa è suddivisa in due ambiti:

  • da un lato, si rivolge alle centrali nucleari, agli impianti del ciclo del combustibile, ai depositi temporanei per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, etc., con l’obiettivo di ottimizzarne l’efficienza e la sicurezza;
  • dall’altro, si occupa degli aspetti legati alla protezione dalle radiazioni ionizzanti, attraverso la preparazione di norme per dispositivi per la rivelazione e misurazione delle radiazioni nelle aree di lavoro, negli effluenti liquidi e gassosi, e nell’ambiente (inclusi i generi alimentari) per la tutela sia dei lavoratori che della popolazione.

STRUTTURA

A livello nazionale, i lavori normativi del CT 45 sono suddivisi in due Gruppi di Lavoro permanenti (GdL 45A e GdL 45B) che trovano corrispondenza nei due ambiti descritti e nei SC/TC IEC e CENELEC riportati di seguito.

PROGRAMMA DI LAVORO

Contribuire agli sviluppi della normativa internazionale IEC ed europea CENELEC da recepire da parte CEI, anche con la partecipazione ai relativi Gruppi di Lavoro internazionali ed europei.

A livello nazionale, il Comitato ha prodotto recentemente due guide sulla qualifica sismica delle apparecchiature elettriche (CEI 45-86:2016) e dei gruppi elettrogeni (45-100:2018) e al momento sta svolgendo un inteso lavoro per la revisione della Norma CEI 45-53 “Glossario della strumentazione nucleare”, anche in interfaccia con UNI.

Nel GdL 45A è in corso di preparazione una guida sulla “Corretta progettazione ed installazione di sistemi e componenti BT in ambienti soggetti a rischio sismico” che coinvolgerà vari CT del CEI.

COMITATI INTERNAZIONALI COLLEGATI

IEC:

  • IEC TC 45             Nuclear instrumentation
  • IEC SC 45A          Instrumentation, control and electrical power systems of nuclear facilities
  • IEC SC 45B           Radiation protection instrumentation

CENELEC:

  • CLC/TC 45AX      Instrumentation, control and electrical power systems of nuclear facilities
  • CLC/TC 45B         Radiation protection instrumentation

Presidente: Ignazio Papa
Segretario: Silvina Mancinelli
Segretario Tecnico Referente: Simone Germani (CEI) Simone.Germani@ceinorme.it

Ignazio PAPA

Presidente CEI CT 45

È nato a Catania nel 1953, si è laureato in Ingegneria elettrotecnica presso l’Università di Catania nel 1979.

È attualmente Responsabile della Disciplina Progettazione Elettrostrumentale della Funzione Ingegneria e Radioprotezione di SOGIN SpA, la Società di Stato responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi compresi quelli prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare, mansione che ricopre dal 2011. Sempre in SOGIN, dal 1992, è stato Responsabile della progettazione dei Sistemi elettrici e antincendio nella Direzione Ingegneria.

Precedentemente ha lavorato nel Gruppo ENEL – Direzione della Distribuzione e Direzione della Produzione come specialista della standardizzazione di sistemi elettrici di misura e cavi (1984-92) e di sistemi elettrici e di automazione (1981-84).

È Coordinatore di Gruppi di lavoro per la definizione delle normative per la costruzione delle nuove centrali nucleari italiane su incarico a CEI e UNI da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. In particolare, per la preparazione di una Guida congiunta UNI-CEI sui requisiti di classificazione dei sistemi e componenti elettrici per le Centrali Nucleari, per l’applicazione di normative già esistenti in campo europeo (CEN/CENELEC) ed internazionale (IEC e IEEE) sulla qualificazione a 60 anni dei sistemi e componenti elettrici per le Centrali Nucleari, aspetti specifici della qualificazione al sisma di apparecchiature e componenti elettrici non presenti già nelle norme UNI/EN/ISO, CEI/EN/IEC e internazionali già esistenti, nonché per la preparazione della normativa UNI-CEI di integrazione su aspetti specifici della componentistica in campo nucleare.

Partecipa ai Comitati IAEA per l’emissione di guide sulla sicurezza antincendio (es. Safety guide NS-G-2.1 – Fire Safety in the Operation of Nuclear Power Plants) e, oltre ad essere Presidente del CT 45, è membro nei CT CEI 89, 210 e 78.

Il nucleare, in Italia, è cessato con il referendum del 1987. Che ripercussioni ha avuto la chiusura delle centrali sulle attività normative?

Attualmente in Italia si stanno svolgendo sia attività di smantellamento o decommissioning delle centrali nucleari di potenza, attive dagli anni ’60 fino al 1987 e degli impianti del ciclo del combustibile (ciò comporta anche la costruzione ed esercizio di depositi temporanei di stoccaggio ed impianti di trattamento per i rifiuti radioattivi), sia attività sui reattori di ricerca ed acceleratori di particelle.

L’attività del Comitato Italiano, così come a livello internazionale IEC e CENELEC, si rivolge oltre che agli impianti nucleari anche agli aspetti operativi della radioprotezione dei lavoratori e della popolazione derivanti da attività quotidiane nella diagnostica medica e nell’industria.

In questo contesto, mentre gli aspetti più tecnici della protezione dalle radiazioni sono demandati ad altre organizzazioni come l’UNI, il CEI CT 45 si occupa prevalentemente di normative di prodotto e di prescrizioni sulle caratteristiche tecniche di sistemi e componenti.

L’attività normativa, quindi, è proseguita anche dopo la chiusura delle centrali e degli impianti del ciclo del combustibile sul territorio italiano; le riunioni del Comitato sono abbastanza frequentate nonostante il nucleare in Italia stia vivendo un momento di riflessione e l’industria nucleare sia in una fase di stasi.

Di questo ho diretta esperienza avendo seguito, da quando sono Presidente del CT 45 (attualmente sono al mio terzo ed ultimo mandato), sia la partecipazione ai Comitati internazionali, che attualmente vede la presenza di cinque esperti italiani, sia l’attività normativa specifica nazionale nel campo della radioprotezione e della qualificazione sismica relativamente alle apparecchiature interessate.

In realtà le attività normative in ambito nucleare, anche a livello nazionale, sono molto fervide. Può farci qualche esempio recente?

Come descritto dettagliatamente nell’articolo su questo numero della rivista, abbiamo in corso di preparazione, o già pubblicati, documenti prettamente nazionali tra i quali, ad esempio, la revisione del Dizionario della strumentazione nucleare (CEI 45-53), le due guide sulla qualifica sismica di apparecchiature BT (CEI 45-86) e gruppi elettrogeni (CEI 45-100) e una guida sulla corretta progettazione ed installazione di sistemi e componenti BT in ambienti soggetti a rischio sismico, la cui stesura sarà curata da vari Comitati Tecnici del CEI, Università ed Istituzioni.

Può portaci un esempio di collaborazione italiana ai lavori del Comitato internazionale?

Un risultato della partecipazione ai lavori internazionali svolto durante il mio mandato che mi preme ricordare è il contributo dell’Italia alla stesura della normativa a doppio logo IEC/IEEE (60980-344) sulla qualifica sismica delle apparecchiature rilevanti per la sicurezza da installare negli impianti nucleari.

A questo lavoro ho partecipato attivamente, apportando un contributo in fase di definizione del documento che amalgama le prescrizioni di una esistente normativa nazionale americana con quelle di una normativa esistente internazionale.

Degna di menzione è anche la nuova proposta di norma internazionale elaborata dal Comitato nazionale italiano nell’ambito del SC 45A (45A/1298/NP), dal titolo “Nuclear Power Plants – Electrical power systems – Coordination and interaction with electric grid”.

Lo scopo di questo progetto di norma è di fornire requisiti e raccomandazioni di alto livello per il coordinamento tra l’impianto a generazione nucleare e i gestori di reti elettriche al fine di assicurare la corretta interazione tra i due sistemi/entità.

Il coordinamento è inteso a livello tecnico per quanto riguarda i dati di input che devono essere scambiati principalmente tra la centrale nucleare e la rete elettrica, le analisi che devono essere eseguite sui lati pertinenti (o insieme) e i criteri di accettazione. La proposta (NWIP – New Work Item Proposal) è in fase di analisi e voto da parte dei Comitati nazionali e, in caso di approvazione, si passerà alle fasi successive fino ad arrivare alla pubblicazione della nuova norma.

La partecipazione all’elaborazione della normativa sviluppata nei Comitati IEC, in questo caso particolare, ma anche più in generale, costituisce uno stimolo ed un arricchimento delle proprie conoscenze e della cultura tecnica nel più ampio panorama internazionale.

Silvina MANCINELLI

Segretario CEI CT 45

È nata a Buenos Aires nel 1986, si è laureata 110 e lode in Ingegneria Energetica e Nucleare-Tecnologie da Fonte Nucleare all’Università di Roma La Sapienza nel marzo 2011. Dopo la laurea, ha proseguito il percorso accademico approfondendo tematiche relative alla radioprotezione e alla strumentazione; in particolare, le tecniche di coincidenza per la rivelazione dei neutroni per materiale fissile.

Nel 2016 ha ottenuto l’abilitazione come Esperto Qualificato (ai sensi dell’art. 77 del D.Lgs 230/95 e ss.mm.ii) di III grado.

Dal 2013 lavora in SOGIN SpA come Tecnico in Radioprotezione, dove si occupa in particolare di valutazioni di radioprotezione, sia fornendo supporto per le attività operative direttamente alla Fisica Sanitaria degli impianti nucleari, sia in fase di progettazione ingegneristica di future attività di decommissioning con l’obiettivo di mantenere l’impatto radiologico ai lavoratori e alla popolazione ai livelli più bassi possibili; parallelamente, cura gli aspetti legati alle misure radiometriche di materiali e componenti risultanti dallo smantellamento per la loro classificazione come rifiuti radioattivi o convenzionali (metodologie, strumentazione da utilizzare, predisposizione documentazione autorizzativa per l’Autorità di Controllo).

Ha partecipato a due progetti internazionali in collaborazione con l’Agenzia IAEA: nel 2017 per la revisione del piano di smantellamento del sito di Casaccia (Progetto ARTEMIS – IAEA Integrated Review Service for the Radioactive Waste and Spent Fuel Management, Decommissioning and Remediation Programmes); nel 2018 per la predisposizione dell’handbook “Safe Decommissioning of Facilities: Basic Module” per la IAEA Training Course Series.

Dal 2018 partecipa al Gruppo di Lavoro per la revisione della Norma CEI 45-53 “Dizionario della strumentazione nucleare” e nel 2019 è stata nominata a Segretario del CEI CT 45.

Cosa raccoglie dal passato e cosa si propone di fare per i prossimi anni del suo mandato come Segretario del CT 45?

Del passato faccio tesoro dell’esperienza e competenza dei colleghi di Comitato che hanno avuto l’opportunità di lavorare durante gli anni di maggior sviluppo della filiera nucleare sia a livello di centrali di potenza che di impianti di ricerca. È stato ed è tuttora di fondamentale importanza raccogliere le loro conoscenze in quanto rappresentano la base per un’accorta pianificazione ed esecuzione delle attività di smantellamento delle installazioni nucleari, attività che in Italia diventerà via via preponderante.

Allo stesso tempo, come proposito per i prossimi anni, mi prometto di accompagnare il Comitato in questa fase di transizione verso le nuove esigenze dello smantellamento, con applicazioni mirate alla messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi e del combustibile nucleare e verso l’avvento di nuove tecnologie d’avanguardia nel campo della ricerca e della medicina nucleare, come i progetti per la fusione nucleare e gli acceleratori di particelle di ultima generazione.

Che ruolo possono avere i produttori italiani rispetto allo sviluppo delle nuove esigenze di mercato e delle normative relative al nucleare?

È senza dubbio necessario riaccendere l’interesse dei produttori italiani al settore nucleare: l’abbandono del programma nucleare a seguito dei due referendum nazionali (del 1987 e del 2011) non implica necessariamente una battuta di arresto dell’industria e del mercato ad essa associata, ma richiede una sua evoluzione. Le attività tipiche dello smantellamento richiedono nuove tipologie di prodotti con prestazioni diverse, e ciò può rappresentare una sfida per i produttori.

In questo senso, mi conforta l’aver riscontrato negli ultimi mesi esempi di eccellenze italiane che stanno immettendo nel mercato nuovi prodotti che si adattano al meglio alle nuove esigenze (per esempio, strumentazione per le misure radiologiche e la tracciatura dei materiali e componenti, dallo smantellamento delle centrali nucleari fino alla produzione dei rifiuti radioattivi).

Il passo successivo è quindi quello di incentivare maggiormente la partecipazione dei produttori alle attività del Comitato, in quanto possono contribuire significativamente fornendo nuovi spunti per linee guida o norme nazionali, da sottoporre eventualmente all’attenzione internazionale della IEC e del CENELEC.

Quali altri interlocutori ritiene possano essere interessati e coinvolti nel perseguimento degli obiettivi del CT 45?

I Comitati si occupano di tematiche molto diverse per cui credo che gli obiettivi del CT 45 siano complementari ai vari Comitati strettamente di normazione elettrica, per aggiungere quegli aspetti di sicurezza non convenzionale che fanno parte del mondo nucleare.

Fino al referendum del 1987 era l’UNI che si occupava della sicurezza nucleare dei sistemi elettrici e di controllo, ma poi la parte elettrica e di automazione e controllo per il nucleare è stata oggetto, come anche in ambito internazionale, di Comitati Tecnici elettrotecnici.

Nel caso del Comitato 45, l’obiettivo prioritario, come accennavo prima, è quello di ravvivare l’interesse nazionale nel nucleare, cercando di coinvolgere tutti i soggetti interessati (produttori, Università, Istituti Tecnici ed Enti di Ricerca) nelle nostre attività. Ci sono nuove sfide tecnologiche che andranno affrontate in futuro e avere il contributo di tutti gli attori ci consentirebbe di avere una visione completa e aggiornata, aprendo la possibilità di essere noi italiani a portare proposte di nuove norme a livello internazionale, dove già la nostra partecipazione è costante ed attiva.

Inoltre, credo fortemente nell’interdisciplinarietà come potenziale di crescita, pertanto ritengo sia sempre più importante rafforzare le liaison con altri Comitati e la partecipazione ai tavoli degli altri enti normatori, ad esempio con l’UNI, che nell’ultimo periodo si sta spendendo nell’ambito del decommissioning e della gestione dei rifiuti radioattivi.

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