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CITOFONIA E OLTRE: IL NUOVO PANORAMA NORMATIVO

15/10/2019
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La nuova famiglia di norme europee per i moderni sistemi audio-videocitofonici e interfonici.

Flavio Campetti, Coordinatore CEI CT 79/GL 15

Riccardo Vannini, IEC TC 79/WG 13

Norme EN 62820: nuovi riferimenti normativi per sistemi audio-videocitofonici e interfonici

Elaborata a livello IEC dal Working Group 13 del Comitato Tecnico 79, questa famiglia di norme è il risultato di un intenso lavoro che nel suo corso, protrattosi tra il 2012 ed il 2017, ha visto anche posizioni contrastanti tra l’impostazione proposta da una nutrita delegazione cinese ed i rappresentanti dei comitati europei, in particolare italiani, spagnoli e tedeschi. Di fatto, il risultato ottenuto è stato positivo e costituisce senz’altro un passo in avanti rispetto alla Norma EN 50486 che va a sostituire, ampliandone il campo di applicazione, svecchiandone i contenuti ed aprendosi a nuove tipologie di sistemi, con un occhio di riguardo in più alle applicazioni di sicurezza.

Le Norme della serie IEC 62820 sono quindi divenute norme europee per mezzo della procedura di voto parallelo, recependo di fatto in toto i contenuti delle omologhe norme IEC.

A livello italiano, i contenuti di queste norme vengono discussi presso il CEI dal Gruppo di Lavoro GL 15 del CT 79, che analizza i requisiti normativi orientando il voto e i relativi commenti lungo tutte le fasi di sviluppo della normativa, raccogliendo le esigenze particolari che emergono dal mercato nazionale.

Obiettivi e campo di applicazione

La famiglia di Norme EN 62820 si compone di cinque Parti che vanno a coprire diverse aree relative a sistemi di citofonia, videocitofonia e sistemi interfonici con implicazioni di sicurezza più o meno stringenti. Infatti, la dicitura di “Sistemi di intercomunicazione di edificio” (“Building Intercom Systems – BIS”) che accomuna i titoli delle edizioni CEI di queste norme, ingloba tutte le tipologie di impianti che verranno presentati in dettaglio qui di seguito.

Si distinguono due principali famiglie di sistemi: quella relativa ai sistemi videocitofonici e citofonici che tutti conosciamo ed utilizziamo nelle applicazioni civili, ed una seconda famiglia di sistemi interfonici spiccatamente orientata ad un servizio confacente a requisiti di sicurezza avanzata.

Scelte legate alle prestazioni ed alla tecnologia di trasmissione dell’informazione hanno suggerito una ulteriore divisione della prima famiglia in due sottogruppi ed in due “Gradi” di prestazioni, dedicando una apposita Parte 1-2 ai requisiti specifici per sistemi basati sulla comunicazione con protocollo IP.

A corollario sono state redatte le Parti 3-1 e 3-2 che offrono linee guida per la scelta delle soluzioni impiantistiche e le migliori pratiche per la loro realizzazione, messa in servizio e gestione.

Ne è risultata la struttura presentata nella seguente Tabella 1.

Tabella 1 – Norme tecniche di riferimento per sistemi di intercomunicazione e linee guida generali

DES, BIS e ASBIS

Sono gli acronimi maggiormente utilizzati in queste norme. Vediamo di chiarirne il significato e, per completa chiarezza, a quali tipi di sistemi sono riconducibili.

Come già anticipato, le IEC 62820 coprono i BIS (Building Intercom Systems) che comprendono tutte le tipologie di sistemi trattati in queste norme. Entro i BIS è possibile distinguere i DES (Door Entry Systems) una famiglia di prodotti di grande diffusione che corrisponde ai comuni sistemi citofonici e videocitofonici aventi funzionalità di solo “comfort”, senza particolari prestazioni in termini di sicurezza o di riservatezza della comunicazione (può non essere presente il cosiddetto “segreto di conversazione” che impedisce a terzi introdursi nella sessione in atto tra altri utenti). I DES nella norma avranno applicati requisiti indicati come di “grado 1”, ovvero basici.

Vi sono però altri BIS corrispondenti sempre a citofoni e videocitofoni presenti nelle normali abitazioni, ma rispondenti a requisiti di prestazione superiori, quelle di “grado 2”. Si tratta di sistemi capaci di offrire funzionalità evolute (anche con maggiori implicazioni di sicurezza) che li pongono nell’alto di gamma del settore videocitofonico.

Discorso a sé va fatto per gli ASBIS (Advanced Security Building Intercom Systems) a cui corrispondono quei sistemi interfonici destinati garantire prestazioni di sicurezza avanzate, come richiesto per impieghi entro contesti critici, dove proprio la sicurezza è l’elemento chiave. 

La norma indica nel suo scopo che gli ASBIS sono impiegati per la rapida verifica di messaggi di emergenza e pericolo mediante comunicazione vocale, per avvertire di un pericolo, per la rapida notifica ai servizi di emergenza/intervento responsabili e per l’invio di istruzioni su come procedere.

Una schematizzazione delle tipologie di sistemi BIS descritti è riportato in Figura 1.

Nel seguito entreremo nel dettaglio delle varie Parti della norma, vedendone i contenuti salienti a cui possono fare riferimento le aziende del settore per essere conformi a questi nuovi testi normativi.

Figura 1 – Schematizzazione dei Sistemi di Intercomunicazione di Edificio (BIS)

Parte 1-1

È quella destinata al più ampio campo di utilizzo, visto che include i requisiti comuni a tutti i sistemi di intercomunicazione per l’edificio ed i requisiti specifici degli impianti che non usano il protocollo IP come mezzo esclusivo di trasmissione dell’informazione, ovvero la più ampia fetta di mercato nazionale di questo settore (i sistemi IP coprono una percentuale decisamente modesta). Il tutto è organizzato in due gradi di severità di cui si può leggere nel paragrafo successivo.

I contenuti della norma interessano la catalogazione e definizione dei dispositivi e la composizione degli impianti, le relative funzioni e le prestazioni richieste come l’adattabilità all’ambiente (vengono definite le classi climatiche entro le quali si prevede l’impiego dei dispositivi) i livelli di immunità ed emissione EMC, i requisiti audio e video e quindi i metodi di test da applicare per verificare i requisiti richiesti.

La sicurezza elettrica è demandata agli appositi paragrafi delle norme armonizzate, con prove aggiuntive per la verifica della tenuta dell’impianto in caso di guasto o di errata installazione di un dispositivo. Anche la compatibilità elettromagnetica fa riferimento alle norme armonizzate generiche, con una piccola variante per l’immunità dei dispositivi di grado 2 (BIS).

Vi sono poi requisiti specifici per la marcatura dei dispositivi e la protezione degli involucri alla penetrazione di liquidi e solidi fino alla definizione dei requisiti per poter dichiarare un dispositivo antivandalico.   

La Parte 1-1 costituisce la base normativa necessaria anche alle successive Parti 1-2 e 2 che diversamente sarebbero inutilizzabili.

Gradi 1 e 2, quali le differenze

La Parte 1-1, nel porre i requisiti generali per gli impianti citofonici e videocitofonici, introduce due gradi, 1 e 2, che si differenziano per la severità dei requisiti. Il grado 1, adotta requisiti inferiori, basici, adatti per i già citati “DES”. Il grado 2, “alza l’asticella” in quanto mira a verificare condizioni di maggiore severità che si rivolgono a impianti con un maggiore orientamento alla sicurezza. In coda al testo della norma (Allegato C) è riportata la Tabella C.1 che distingue in modo chiaro i requisiti per ciascuno dei due gradi.

Riportiamo qui un estratto che evidenzia alcune differenze inerenti gli aspetti principali (Tabella 2).

Tabella 2 – Alcuni requisiti applicabili al Grado 1 e 2

La compatibilità elettromagnetica (EMC) è rimasta sostanzialmente allineata ai requisiti della precedente norma della citofonia EN 50486, con il rimando alle norme generiche per gli ambienti residenziali e del terziario EN 61000-6-1.

Per la prima volta, la norma ha tracciato un profilo dettagliato dei vari dispositivi presenti in un generico sistema videocitofonico. È il caso ad esempio del centralino citofonico (detto anche centralino di portineria) che ricopre un ruolo importante nei grandi complessi residenziali ed in impianti che richiedono elevati requisiti di connettività, sicurezza e servizi e che quindi ha certamente un peso di rilievo in aree geografiche dove si stanno sviluppando grandi conglomerati urbani. Questo conferma il carattere “globale” che questa famiglia di norme ha cercato di perseguire.

Parte 1-2

Come anticipato, il Gruppo di Lavoro IEC TC 79/WG 13, guidato da un Chairman cinese e composto da una nutrita presenza di esperti del far east, non poteva non dare peso a soluzioni vantaggiose per impianti di grande estensione tipici delle nuove urbanizzazioni, per le quali si richiedono requisiti di connettività, sicurezza e servizi sempre più spesso caratterizzati da un nuovo approccio tecnologico basato sulla comunicazione con protocollo IP.

Questa Parte definisce performance addizionali rispetto a quanto definito nella Parte 1-1, come la chiamata tra posti citofonici interni (URU) o la diagnosi dello stato del sistema dal centralino citofonico (SMU). Sono inoltre identificate prove specifiche per la qualità del sistema in riferimento alle criticità della tecnologia IP, quali il ritardo audio e la sincronia tra audio ed immagine

La conformità alla Norma EN 62820-1-2 richiede la disponibilità di sistemi “full IP”, sistemi composti da un mix di dispositivi IP e dispositivi non IP non è coperto da questa Norma ma dalla EN 62820-1-1.

Parte 2

Se la Parte 1-2 di fatto è un supplemento alla Parte 1-1, questa Parte 2 contiene requisiti in aggiunta o in alternativa alle precedenti. Fortemente voluta dalla delegazione tedesca, questa Parte ha origine dalla necessità sistemi interfonici che garantiscano un elevato grado di sicurezza. Si tratta di prodotti ben diversi rispetto ai citofoni, sviluppati per soddisfare diverse necessità e quindi soggetti a requisiti propri. Non ha quindi senso porre a confronto un ASBIS con un sistema cito/videocitofonico, avendo applicazioni ben distinte.

Come anticipato, un impianto ASBIS è concepito per particolari contesti in cui la sicurezza è un fattore centrale e quindi soddisferà requisiti specifici idonei all’impiego, ad esempio, durante situazioni di emergenza in un ambiente ostile, nell’osservanza delle prescrizioni indicate dalla norma raggiunte attraverso l’adozione di specifiche tecnologie.

Valuta accorgimenti per situazioni di emergenza e pericolo e deve essere applicata in conseguenza ad un’adeguata analisi dei rischi e definizione degli obiettivi da proteggere. Le funzioni rilevanti e le performance sono suddivise in relazione ai tre gradi di sicurezza crescente, definiti nella Parte 3-2. L’opportunità di applicare uno di questi tre gradi deriva proprio dall’analisi dei rischi in cui l’impianto è destinato ad operare.

Va precisato che questa Parte non va a sostituirsi, ma casomai a sommarsi, alle norme cogenti relative a sistemi di sicurezza, come ad esempio le EN 54 per sistemi di segnalazione e rilevazione incendio o per ascensori e telesoccorso.

Le Linee Guida nelle Parti 3-1 e 3-2

Sono state sviluppate, infine, le linee guida, di cui la 3-1 è riferita a sistemi DES e BIS di grado 2, mentre la 3-2, da utilizzare congiuntamente alla 3-1, è relativa agli ASBIS.

La prima è specificatamente indirizzata alla progettazione, installazione, messa in funzione e manutenzione di grandi impianti, con lo scopo di fornire supporto agli integratori di sistemi, progettisti, installatori, manutentori e committenti.   

La seconda, in aggiunta alla prima, supporta nella valutazione dei rischi ai fini della definizione del grado di sicurezza adeguato da implementare nel sistema.

Conclusioni

I sistemi di intercomunicazione di edificio stanno subendo un’evoluzione tecnologica che fa emergere aree di mercato in cui i dispositivi inglobano nuove funzioni e nuove modalità di impiego e connessione che richiedono di essere integrate con sistemi di gestione d’edificio e che vedono nuove tipologie di prodotti, quali i sistemi interfonici con elevate implicazioni di sicurezza, andarsi ad aggiungere ai tradizionali sistemi citofonici. La famiglia di Norme CEI EN 62820 raccoglie la sfida e si propone di tenere il passo in questo contesto, senza perdere di vista le aree di mercato con contenuti tecnologici meno evoluti ma di ampia diffusione.

Queste norme si propongono come nuovo punto di riferimento per gli operatori del settore e sono disponibili a catalogo MYNORMA.

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