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IL FUTURO DELL’INDUSTRIA È GREEN

22/11/2017
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Ecodesign, direttive europee e aspetti ambientali dei prodotti elettrici ed elettronici per un’industria sempre più green.

Luca LANDONI, Segretario del CEI/CT 111

Nato a Como nel 1984, laureato in Analisi e Gestione Ambientale presso l’Università degli Studi di Milano nel 2008, ha conseguito un Master Europeo in Risk Assessment and Risk Analysis presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano nel 2010.

Dal 2011 è referente presso l’Area Ambiente Tecnico Normativa di ANIE Federazione in cui, oltre a svolgere attività di consulenza alle aziende associate sulle principali tematiche ambientali ed energetiche, si occupa della gestione delle attività di lobby a livello europeo e nazionale e dei rapporti con enti di normazione e di ricerca.

Dal 2016 è Segretario del CT 111 CEI di cui era membro dal 2011. A livello CENELEC partecipa alle attività del WG 7 del TC 111X per lo sviluppo della norma sulla preparazione per il riutilizzo dei RAEE.

 

Ci può presentare le principali attività del CT 111?

Lo scopo principale del CT 111 è quello di valutare a livello orizzontale i vari aspetti di carattere ambientale dei prodotti elettrici ed elettronici in tutte le fasi del loro ciclo di vita: progettazione, distribuzione, installazione, uso e dismissione. Attualmente il Comitato è composto da 55 membri con una provenienza estremamente eterogenea che spazia dai produttori di apparecchiature e di prodotti chimici, utilities, istituzioni, università, enti di prova, sistemi collettivi,  ecc. Questa peculiare composizione è senza dubbio attribuibile all’ampissima gamma di norme afferenti al CT 111 suddivisibili in 3 macro-capitoli:

  1. un capitolo dedicato agli aspetti di progettazione ecocompatibile e valutazione degli aspetti ambientali dei prodotti;
  2. il secondo riguarda la preparazione di norme apposite sul trattamento e preparazione per il riutilizzo dei rifiuti elettronici (RAEE). Attività peraltro svolta dietro apposito mandato della Commissione europea;
  3. il terzo capitolo affronta invece la legislazione in materia di sostanze chimiche, ad esempio Reach o RoHS, e in particolare: metodologie di analisi e realizzazione di uno strumento di Material declaration dedicato all’industria elettronica per monitorare e dichiarare informazioni specifiche sulla composizione dei prodotti.

Appare chiaro dall’elenco sopra riportato che le competenze necessarie all’operatività del Comitato devono quindi abbracciare più campi di specializzazione e implicano pertanto il coinvolgimento di esperti di diversi settori. Il Comitato si pone quindi come riferimento per tutti i Comitati CEI di prodotto nella valutazione delle problematiche ambientali e  referente nazionale per i corrispondenti Comitati Tecnici IEC e CENELEC. In aggiunta, il Comitato intende implementare ulteriori strumenti normativi, sviluppati da altri organismi internazionali, quali l’ISO e il CEN, in un’ottica di applicazione specifica nel comparto elettrico ed elettronico.

 

In che modo l’attività del CT può supportare l’industria italiana?

Gli aspetti ambientali si stanno espandendo fino ad includere nuovi temi che coinvolgono durabilità, riparabilità, riciclabilità e riusabilità dei prodotti, trattando quindi requisiti che finora non erano strettamente connessi alle politiche ecologiche comunitarie, ma che, tuttavia, influiscono notevolmente sul ciclo di vita del prodotto e sulla sua gestione a fine vita.

L’intento è dunque quello di far si che il Comitato possa garantire una produzione normativa in grado di supportare l’industria nel calcolo di questi nuovi parametri con cui le imprese dovranno necessariamente confrontarsi nel prossimo periodo, soprattutto in vista dell’attuazione delle politiche di Circular Economy in preparazione a livello europeo.

 

Quali sono gli obiettivi prioritari del Comitato?

In generale gli obiettivi rimangono quelli che il normatore già si prefigge nella propria mission, ovvero soddisfare le esigenze della filiera elettrotecnica in fatto di standardizzazione e di valutazione della conformità, nonché guidare e regolamentare i vari aspetti della qualità dei prodotti, dalla sicurezza e fruibilità fino alla  tutela dell’ambiente e della salute. Proprio per poter soddisfare le  differenti esigenze il CT 111 dovrà considerare tutte le necessità dei vari stakeholder, dai produttori fino agli enti di controllo senza dimenticare il consumatore finale. Inoltre, dato che determinati processi sarebbe opportuno fossero gestititi in logica armonizzata per non creare distorsioni a livello di produzione e gestione del fine vita il CT 111 dovrà implementare il suo ruolo di coordinamento tra attività internazionali e nazionali, intensificando ad esempio il proprio presidio a livello IEC. Senza le necessarie metodologie e norme condivise, che forniscano strumenti concreti con cui gli operatori economici possano realmente interagire, gran parte della legislazione comunitaria rischierà di rimanere attuabile solo a livello teorico, lasciando spazio a fenomeni di greenwashing da parte dei free-riders con conseguenti ripercussioni economiche negative sia per l’economia che per l’ambiente.

 

Quali sono le principali regolamentazioni europee su cui si focalizza l’attività normativa del CT 111?

Indubbiamente  la principale  è  al  momento la Direttiva 2009/125/CE sull’Ecodesign dei prodotti connessi all’energia. Da questa direttiva discende infatti il mandato conferito dalla Commissione europea a CEN e CENELEC che ha portato alla costituzione del Joint Technical Committee 10 “Energy-related products – Material Efficiency Aspects for ecodesign”, di cui il CT 111 rappresenta l’interfaccia nazionale per le competenze CENELEC e per il quale sono in corso contatti con UNI per creare una Commissione mista di coordinamento. Dal Joint TC 10 è attesa una consistente produzione normativa riguardante tutte le nuove caratteristiche di prodotto che saranno fondamentali per la Circular Economy: material efficiency, upgradability, recoverability e durability. Non meno importanti sono le attività correlate alla Direttiva 2012/19/ UE – RAEE II che vedono il proseguimento dei lavori sulle norme armonizzate della serie EN 50625 sul trattamento dei RAEE. Sempre sulla RAEE, a breve dovrebbe essere inoltre disponibile una nuova norma armonizzata avente come oggetto le apparecchiature riutilizzate.

Da ultima vi è l’attività normativa per la Direttiva 2011/65/UE – RoHS II in cui abbiamo visto la nascita della Norma IEC 63000, che nel prossimo periodo potrebbe sostituire come norma armonizzata la EN 50581, quale riferimento per la redazione della documentazione tecnica. Alla direttiva è anche possibile ricollegare la prolifica famiglia di norme IEC 62321, comunemente utilizzate come valido strumento per le eventuali analisi da condurre ai fini RoHS.

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