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IN CHE MODO LA IEC SI STA PREPARANDO PER LA RETE 5G

21/01/2020
Articolo di Michael A. Mullane, IEC e-tech 04-2019
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Il Comitato Tecnico 106 della IEC e le norme che verificano la sicurezza del 5G e delle altre reti di telefonia mobile

La quinta generazione di reti di telefonia per i cellulari, conosciuta come 5G, sembra destinata a trasformare il modo in cui viviamo e lavoriamo connettendo non solo le persone, ma anche le cose tramite la cosiddetta Internet of Things. Ciò significherà autostrade e aziende più intelligenti, e la capacità di comandare la nostra auto, la nostra casa e quasi tutto il resto attraverso un singolo dispositivo.

E-tech ha intervistato Mike Wood, fortemente coinvolto nella diffusione del 5G in Australia, Presidente del TC 106 IEC incaricato di preparare le Norme per la verifica delle prove di sicurezza per i dispositivi mobili, le stazioni radio base e i sistemi di comunicazione wireless.

Mike Wood, Presidente IEC TC 106 “Methods for the assessment of electric, magnetic and electromagnetic fields associated with human exposure”


Potrebbe descrivere in termini semplici il lavoro del TC 106?

Il TC 106 ha l’incarico di sviluppare norme per le prove relative alle emissioni elettromagnetiche. In parole povere, quando ci sono dispositivi mobili e reti di connessione dobbiamo scrivere le procedure di prova per verificare le esposizioni alle frequenze radio (RF).
Non fissiamo i parametri per la salute — questi sono stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalle Aziende Sanitarie — ma redigiamo le norme relative alle prove che assicurino che questi siano verificati in modo sicuro. Quindi, se si pensa a tutti i dispositivi mobili — e la maggior parte delle persone ne possiede uno, penso ci siano circa
otto miliardi di dispositivi mobili nel mondo — noi scriviamo le specifiche tecniche e le norme relative alle prove per tutti quei telefonini e le reti di connessione ad essi collegate.
È una responsabilità enorme quella che guida i nostri membri, sono consapevoli che stanno dando un grande contributo alla società e che si tratta di una vera sfida che entusiasma chi fa parte di questo percorso.

Il TC 106 ha pubblicato di recente un nuovo Rapporto Tecnico IEC sulle valutazioni dell’esposizione umana ai campi a radiofrequenze in prossimità di stazioni radio base. Qual è il contenuto del rapporto e come può aiutare gli stakeholder?

Il nuovo Rapporto Tecnico mostra come si sottopongono a verifica le stazioni radio base e le reti di connessione wireless per renderle conformi alle norme relative alle prove di emissione. Questo Rapporto fornisce esempi pratici che per la prima volta includono il 5G e le small cells (nodi di accesso allo spettro radio a basso consumo).
È sostanzialmente un esempio di casi di studio: abbiamo sottoposto a prova le reti e le small cells e riportato i risultati in questo Rapporto Tecnico. È un documento molto utile perché fornisce agli operatori recentissimi metodi di prova.
Fornisce esempi pratici ai titolari di impianti, alle Autorità, ai Comuni e ai proprietari di edifici in cui esistono stazioni radio base di tecnologia 5G, offre la sicurezza che queste nuove tecnologie siano sottoposte a prove secondo le norme più recenti.
Tocca veramente tutti i punti. Esiste la Norma dettagliata, ma anche il Rapporto Tecnico che effettivamente illustra come applicarla. E questo è il vero beneficio: avere questo Rapporto Tecnico proprio quando sta per essere lanciata la rete 5G.
Il documento mostra i recentissimi metodi di prova e, ancora più importante, consente un’uniformità globale di verifica in tutti quei Paesi che utilizzano le norme IEC.

Tornando al 5G, in che modo si differenzia dalla tecnologia 4G?

Credo che per le persone comuni il 5G significherà poter caricare e scaricare dati molto più velocemente. Negli anni futuri, quando avremo uno spettro radio più ampio, questi saranno in grado di farlo in maniera superveloce. Ciò consentirà inoltre di connettere milioni di dispositivi.

Con le precedenti tecnologie erano le persone e i loro dispositivi ad
essere connessi, ma adesso si tratta di Internet of Things e la maggiore portata dello spettro radio permetterà di connettere tutti i milioni di dispositivi in arrivo.
Credo tuttavia che la cosa veramente entusiasmante sia la bassa latenza e che il tempo di risposta di questa nuova tecnologia 5G sia di gran lunga più veloce. Per esempio, aiuterà i veicoli automatizzati a guida autonoma e offrirà un vero contributo per ottenere autostrade e sistemi più sicuri.
Penso anche all’aspetto medico dell’applicazione, agli interventi chirurgici e alle operazioni a distanza (telemedicina); è davvero entusiasmante ciò che questa tecnologia potrà realizzare.

Fino a che punto sarà rivoluzionario?

Penso che il vero cambiamento sia introdotto dalla bassa latenza, con particolare riguardo alle applicazioni che possono scaturire nella robotica industriale e in tutto quello che non siamo stati in grado di fare prima. Non sappiamo dove ci porterà, ma sappiamo che costituirà una rivoluzione in termini di ciò che consentirà di fare.
L’hanno definita la quarta rivoluzione industriale. La bassa latenza, la maggior portata e le velocità di gran lunga superiori rivoluzioneranno le telecomunicazioni.

Come si sta preparando la IEC?

È un’ottima domanda, perché sono state anticipate le specifiche per il 5G. Si è voluto diffonderle in anticipo.
Ciò che abbiamo fatto è stato assicurarci di avere i migliori esperti nei diversi campi: industria, università, laboratori di prova e autorità governative. Abbiamo iniziato presto a testare le reti in prova.
Abbiamo dovuto osservare come i dispositivi e le stazioni radio base avrebbero funzionato e poi abbiamo dovuto scrivere le norme relative alle prove per tutti i dispositivi nel nuovo spettro radio e nello spettro radio esistente e quindi sottoporre le reti a prove.
Quindi abbiamo dovuto osservare le small cells e le stazioni radio base.
Per prima cosa abbiamo scritto alcune procedure di prova insieme alle relazioni tecniche, in modo da poter sfruttare tutto quel sapere globale in queste prime fasi di rapporti. Adesso stiamo affinando le norme. Questo per essere sicuri di poter rispettare tempi brevi, così che quando il 5G arriverà, in IEC saremo pronti con la normativa.

Restando in tema di preparazione al futuro, Lei è uno strenuo sostenitore dello “Young Professionals Programme”, il programma IEC per giovani professionisti. Perché ritiene che siano così importanti?

Gli Young Professionals sono fondamentali per la IEC, perché sono i nostri futuri leader e sono i nostri esperti di tecnologia del futuro. Se si prende in considerazione il lavoro che stiamo svolgendo all’interno del TC 106, dove si sta lavorando alle nuove norme per il 5G, sono proprio i giovani ingegneri a sviluppare queste norme perché conoscono la tecnologia.
Abbiamo giovani professionisti che lavorano con noi, infatti siamo appena tornati da un meeting ad Helsinki, dove la squadra è effettivamente un team fatto di persone di tutte le età, tutte diverse e provenienti da ogni area geografica. Questi giovani vogliono lavorare con noi e tra 10 anni diventeranno coordinatori, presidenti e segretari.
È fondamentale che la IEC mantenga questo programma ed incoraggi sempre più giovani professionisti a lavorare con noi, perché loro saranno i nostri futuri leader.

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