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INTERVISTA A VIRGINIO SCARIONI (PRESIDENTE) E MATTEO GAVAZZENI (SEGRETARIO) CEI/CT 104

16/10/2019
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Virginio SCARIONI

È nato a Milano nel 1958, laureato a pieni voti in Ingegneria Elettrotecnica al Politecnico di Milano nel 1983.
Attualmente svolge attività di consulenza nel settore elettromeccanico, a supporto di aziende di costruzione di apparecchi BT, quadri elettrici BT e MT, quadri di automazione industriale, equipaggiamenti elettrici di macchine, laboratori di misura e di prova.
È inoltre Ispettore Accredia dal 2009 per le attività di verifica di conformità alla Norma ISO IEC EN 17025 e Segretario Generale di ACAE, organismo accreditato per la certificazione di prodotti elettrici industriali.
Precedentemente (dal 1984 al 2008) ha lavorato in CESI ricoprendo diversi incarichi di responsabilità nell’area dei laboratori, dal 1999 come Dirigente.
Nelle partecipazioni a Comitati scientifici e normativi:
• dal 1988 al 2007 Segretario e Presidente del CEI SC 17D (Quadri elettrici BT);
• dal 1988 al 2007 Segretario e Presidente del CEI SC 17B (Apparecchi BT);
• dal 1996 al 2007 Membro Management Committee STL (Short Circuit Testing Liason);
• dal 2000 al 2007 Presidente Comitato CEI 17 (Grossa Apparecchiatura);
• dal 2013 Membro del CEI CT 14 (Trasformatori) e CT 38 (Trasformatori di misura);
• dal 2014 Membro del Management Committee di LOVAG (Low-Voltage Agreement);
• dal 2015 Presidente del CEI CT 104.

Di che tipo di norme si occupa il Comitato Tecnico 104 e quali sono i suoi obiettivi?

Il CT 104 è un Comitato trasversale, cioè un Comitato nel quale vengono trattate problematiche di sicurezza, prestazioni e tecnologie di tipo generale che interessano in modo orizzontale prodotti e famiglie di prodotti appartenenti a diversi Comitati Tecnici.

Gli aspetti riguardanti le prove ambientali (climatiche e meccaniche) da applicare ai dispositivi ed apparecchi elettrici ed elettronici sono di competenza a livello internazionale del Technical Committee IEC 104 “Environmental conditions, classification and methods of test“ di cui il nostro Comitato rappresenta il “mirror Committee” nazionale.

Il CT si occupa sostanzialmente di due principali ambiti di normazione.
Il primo è quello di classificare le caratteristiche ambientali rappresentative delle condizioni in cui possono trovarsi i prodotti durante le diverse fasi della loro vita, ciò includendo, per esempio:
• Immagazzinamento;
• Trasporto;
• Uso in posizione fissa in luoghi protetti dalle intemperie;
• Uso in posizione fissa in luoghi non protetti dalle intemperie;
• Installazione in veicoli terrestri;
• Installazione su navi;
• Uso mobile e non fisso.

Questo tipo di documenti consente di mappare i parametri ambientali presenti in tali condizioni andando a definire delle classi che precisano le severità per ciascun parametro, per esempio, la temperatura minima e massima, le condizioni di umidità, la presenza di sostanze chimiche attive quali atmosfera salina, presenza di cloro, ecc.
Per ciascuna classe e parametro vengono quindi suggerite le modalità di prova che meglio consentono di simulare le suddette condizioni.
Si tratta di tabelle di facile consultazione che permettono ai redattori di normative, di specifiche tecniche e di gare di tradurre facilmente le condizioni a cui dovranno lavorare i prodotti.

Qui si entra nel secondo ambito di lavoro del Comitato Tecnico 104, ovvero quello rappresentato delle norme della famiglia CEI EN 60068.
In particolare, la CEI EN 60068-1 fornisce le condizioni ambientali tipiche di prova: si tratta di una norma fondamentale e che viene utilizzata, tra le altre cose, anche per definire le condizioni in cui devono lavorare i laboratori.

Le varie parti della Norma CEI EN 60068-2-X descrivono i metodi di prova ambientali, quali:
• Prove climatiche (caldo/freddo, umido, pressione, radiazione solare, ecc.);
• Prove meccaniche (vibrazione, caduta libera, rimbalzi, trazione, torsione, penetrazione di povere e acqua ecc.)
• Prove di corrosione (nebbia salina, solventi, muffe, ecc.).

Le differenti norme consentono di creare delle procedure di prova che consentono di garantire la corretta ripetibilità delle stesse e suggeriscono
degli adeguati livelli di severità.
Giusto per citare un esempio, la CEI EN 60068-2-11 consente di confrontare la resistenza al deterioramento dovuto a nebbia salina di oggetti di costruzione analoga.
Essa è pertanto utile per valutare la qualità e l’uniformità di rivestimenti protettivi.
Nella stessa norma vengono definite le caratteristiche delle apparecchiature di prova da utilizzare, le condizioni da applicare durante la prova, i livelli di severità tipici (es. durata, temperatura, numero di cicli di irrorazione dell’atmosfera salina, ecc.), eventuali verifiche funzionali prima e
dopo il test.

Quali sono secondo Lei le sfide che il Comitato dovrà perseguire con maggiore attenzione?

Pur apparendo come un Comitato tutto sommato “tradizionale”, il CT 104 è chiamato a rispondere alla grande sfida di mantenersi aggiornato rispetto alle necessità rappresentate dall’uso sempre più massiccio di nuove tecnologie.

Occorrerà particolare impegno per mettere a disposizione dell’industria dei metodi di prova che consentano di simulare le condizioni di lavoro estremo in cui le apparecchiature elettroniche saranno sempre più chiamate a lavorare.

Si tratta di situazioni in cui spesso si devono applicare congiuntamente severità estreme di tipo climatico (es. basse temperature e/o alte temperature/umidità) e stress di tipo meccanico elevati (es. vibrazioni e/o urti).

Matteo GAVAZZENI 

È nato a Seriate (BG) nel 1971. Si è laureato in Ingegneria Elettrica al Politecnico di Milano nel 1997.
Lavora in Gewiss dal 1998 dove riveste attualmente le funzioni di Standards, Quality Marks and Certifications Manager e Industrial Properties (IP) Manager in materia di prodotti e impianti BT, legislazione e norme internazionali, certificazione e proprietà intellettuale, qualità e sicurezza, gestione dei laboratori.
Ricopre diversi incarichi in ambito normativo:
• Presidente dell’IEC SC 23K “Electrical products for Energy Efficiency” dal 2014;
• Convenor dell’IEC SC 121B MT8 (IEC 61439-7 Low-voltage switchgear and controlgear assemblies) dal 2014;
• Presidente dell’IEC TC 70 “Degrees of protection provided by enclosures” (2007-2016);
• Convenor dell’IEC TC 70 MT2 (IEC 62262 IK Degree) dal 2018;
• Convenor dell’IEC SC 23E WG2 “Automatic Reclosing devices for MCBs, RCDs and RCBOs” dal 2007;
• Segretario del CEI CT 104 “Condizioni ambientali. Classificazioni e metodi di prova” dal 2001;
• Presidente del SC 23E “Interruttori automatici per applicazioni domestiche e similari”;
• Presidente del SC 23K “Prodotti per l’efficienza energetica elettrica”;
• Segretario del CT 70 “Involucri di protezione”;
• Coordinatore del Gdl 1 del CT 64 (Impianti elettrici);
• Membro del CECAPI Steering Committee dal 2015;
• Convenor del Gruppo Direttive Europee di ANIE dal 2015;
• Membro del “Policy & Strategy Forum” e del “Certification Management Committee – CMC” IECEE dal 2014.

 

Qual è il valore aggiunto delle norme del CT 104 e quali iniziative ha intrapreso il CT per la loro divulgazione?

Dopo 18 anni di esperienza come Segretario del Comitato Tecnico 104 ho potuto apprezzare l’importanza delle normative trattate da questo CT. Si
tratta di documenti richiamati nella grandissima parte della normativa tecnica di prodotto e come tali, rivestono un ruolo fondamentale nei processi di certificazione dei prodotti.
Purtroppo il valore di questi documenti non è accompagnato da una adeguata conoscenza delle stesse, limitata spesso ad un mero pubblico di specialisti.
Pertanto la gran parte dei potenziali utilizzatori di queste norme, pur magari impiegando questi metodi di prova quotidianamente nei propri laboratori, non ne conoscono la portata e la potenzialità.
Per ovviare a questo limite, qualche anno fa è stata pubblicata la Guida 104-44 che raccoglie tutti i metodi di prova e ne facilita l’uso e l’applicazione.
La Guida si rivolge a quanti hanno la necessità di orientarsi tra le numerose prove ambientali e le corrispondenti Norme.

Le figure professionali interessate sono, ad esempio:

  • Tecnici di laboratorio coinvolti nella individuazione ed esecuzione delle prove ambientali;
  • Progettisti di apparecchi elettrici ed elettronici che necessitano di strumenti per la verifica delle capacità degli apparecchi stessi di sopportare determinate condizioni ambientali;
  • Normatori e addetti alla Qualità interessati ad introdurre e/o migliorare procedure di prova ambientali nel processo di certificazione di specifici apparecchi;
  • Responsabili degli acquisti che devono preparare i capitolati per l’acquisto di prodotti e controllare il rispetto dei requisiti specificati.

Per ciascuna prova ambientale prevista dalla serie di Norme 60068, la Guida fornisce una scheda riepilogativa che contiene i seguenti dati essenziali per la prova stessa:
• Nome e codice della prova;
• Obiettivo della prova;
• Varianti della prova e relativi codici;
• Norma/e correlate alle prove;
• Livelli di severità raccomandati, in termini di temperatura, durata, frequenza, ecc.

Una parte della Guida è dedicata alla descrizione dei criteri in base ai quali si può risalire al metodo di prova più adatto alle esigenze dell’utilizzatore.
Tale ricerca delle prove ambientali e dei relativi gradi di severità può essere effettuata secondo una delle seguenti modalità:

  • Conoscenza dei parametri ambientali: l’utilizzatore in questo caso è a conoscenza dei parametri ambientali che caratterizzano l’ambiente, indipendentemente dall’uso finale del prodotto. Per esempio, sapendo che il prodotto è destinato a funzionare in un ambiente caratterizzato da una temperatura minima di -40 °C, l’utilizzatore della Guida ha la necessità di verificare se il suo prodotto sia in grado di funzionare in tali condizioni;
  • Conoscenza dell’ambiente di utilizzo: in questo caso l’utilizzatore della Guida 104-44 conosce in generale il tipo di ambiente in cui è destinato a funzionare il prodotto ma non gli specifici parametri ambientali che ne caratterizzano il comportamento. Per esempio, l’utilizzatore ha la necessità di verificare se il prodotto in oggetto possa resistere alle sollecitazioni meccaniche prodotte da una sua installazione a bordo di un mezzo mobile. Si conoscono pertanto il tipo di mezzo (es. un’auto) ma non le caratteristiche delle vibrazioni e degli urti a cui può essere assoggettato.

Nel prossimo triennio il Comitato Tecnico 104 dovrà certamente riprendere questo impegno divulgativo mettendo mano alla suddetta guida in modo da aggiornarla rispetto ai più recenti sviluppi normativi in materia.

Un ulteriore elemento che certamente contribuirà ad una maggiore conoscenza delle attività del nostro Comitato è rappresentato dal fatto che una tabella che recepisce la classificazione ambientale verrà inserita in una futura edizione della CEI 64-8.
Certamente l’introduzione di tale tabella all’interno della normativa principale per il settore degli impianti elettrici italiana, rappresenterà un ottimo veicolo per l’implementazione delle specifiche ambientali.

Quale può essere il contributo dell’industria alla normativa
e perché dovrebbe partecipare alle attività del Comitato 104?

Come anticipato, i metodi di classificazione e di prova proposti rivestono una grandissima importanza non solo per i laboratori di prova, ma anche per i costruttori di apparecchiature, in particolare per la simulazione delle condizioni di vita dei prodotti nelle varie situazioni installative.
Visto quanto già detto in merito all’importanza delle normative trattate all’interno del Comitato Tecnico 104, sarebbe auspicabile una maggiore partecipazione alle attività dello stesso ma, purtroppo, come altri Comitati orizzontali, non sempre risulta facile coinvolgere nei lavori un numero adeguato di esperti.

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