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LE INTERVISTE AGLI OFFICERS CEI CT 306

17/05/2019
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Angelantonio GNAZZO, Presidente, e Mariangela MERRONE, Segretario, del Comitato Tecnico 306 “Interconnessione di apparecchiature per la comunicazione elettronica”

Angelantonio GNAZZO, Presidente CEI CT 306

È nato ad Alessandria, nel 1963. Diplomato in Elettrotecnica, ha poi conseguito due lauree: la prima (110 e lode) nel 1989 in Fisica all’Università di Torino con una tesi sulle fibre ottiche monomodali, la seconda nel 2015 in Economia e Gestione delle Imprese all’Università Telematica Uninettuno.

Ha iniziato a lavorare già nel 1988 per CSELT (dal 2001 TILAB)/Telecom Italia/TIM SpA.

Dal 1988 al 1994 ha contribuito al progetto e alla realizzazione di vari tipi di fibre ottiche speciali e dispositivi in fibra ottica.

Dal 1994 al 1996 si è occupato di ottica integrata dei dispositivi (diramatori di potenza, amplificatori integrati e dispositivi selettivi in lunghezza d’onda) applicati nelle moderne reti di telecomunicazioni. Dal 1996 al 2000 ha lavorato agli aspetti di misura sui portanti fisici e sugli impianti di telecomunicazione, anche come leader di progetti europei (EURESCOM).

Dal 1999 ha partecipato, anche in qualità di rapporteur, a gruppi di normativa internazionale in ETSI (European Telecommunications Standard Institute), DSL Forum (ora BBF Broadband Forum), HGI (Home Gateway Initiative) e nazionali, CEI.

Dal 2000 si è dedicato all’“home networking” con attività di System Integration e Project Leader in vari progetti europei (IST), maturando anche esperienze su procedure di qualità ISO 9000 e ISO 14000.

Dal 2006 è docente di Master in Telecomunicazione a Padova e Torino.

IEEE Senior Member, ha in attivo oltre 70 memorie e articoli nel campo delle tecnologie di TLC e diversi brevetti.

Di che cosa si occupa il Comitato Tecnico 306?

Il Comitato si occupa di infrastrutture per servizi di comunicazione elettronica. Senza una buona infrastruttura, non è possibile fornire servizi rispettando un ottimo grado di quella che oggi viene chiamata Quality of Experience (lo possiamo tradurre come soddisfazione del cliente) e che si applica a qualunque tipo di infrastruttura, che sia aeroportuale, ferroviaria stradale, sanitaria, ecc. e quindi anche in ambito di comunicazione elettronica.

Può farci un breve bilancio, ad oggi, del lavoro svolto dal CT 306?

Negli ultimi anni sicuramente meritano di essere citati i lavori sulle “Disposizioni per l’infrastrutturazione degli edifici con impianti di comunicazione elettronica – Linee guida per l’applicazione della Legge 11 novembre 2014,

n. 164” (cosiddetta Sblocca Italia) rappresentata dalla Guida CEI 306-22. Questo documento riguarda la realizzazione di una “infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica” nonché dei punti di accesso all’edificio che offrono la possibilità, a partire dal primo luglio 2015, di ottenere l’etichetta di “predisposizione alla banda larga” per unità immobiliari residenziali nuove o in ristrutturazione.

Si è proceduti inoltre nei lavori per la revisione della Guida CEI 306-2 che fornisce le raccomandazioni per la progettazione, l’installazione e il collaudo del cablaggio per le comunicazioni elettroniche negli edifici residenziali.

Questi due documenti sono stati inseriti come riferimento in una guida, voluta e condivisa da Confindustria Digitale, Assimpredil Ance e Anitec-Assinform, con il patrocinio di ANCI, che ha l’obiettivo di divulgare i contenuti dei provvedimenti di legge in materia di predisposizione degli edifici alla ricezione a banda ultralarga e di sensibilizzare l’intera filiera dell’edilizia (progettisti, imprese di costruzioni e tecnici della pubblica amministrazione) rispetto agli obblighi e alle opportunità ad essi correlati, fornendo al contempo un semplice strumento di consultazione e verifica.

Quali attività svolte nel CEI per rilanciare il CT 306 ricorda con maggiore soddisfazione?

Probabilmente il cambio del titolo e dello scopo. Da “Interconnessione di apparecchiature di telecomunicazione” a “Interconnessione di apparecchiature per la comunicazione elettronica”. Per esempio, in ambito residenziale abbiamo ora una vera e propria infrastruttura di rete che trasporta dati video, segnalazioni per esempio di allarmi ed antifurti, sensoristica in generale, che, pur essendo legata agli aspetti di telecomunicazione, ne amplia il campo alle “apparecchiature per la comunicazione elettronica”. Il Campo di applicazione è divenuto “Curare principalmente l’elaborazione delle norme e delle guide per la realizzazione di infrastrutture di interconnessione (cablaggi strutturati e LAN) per le reti di comunicazione elettronica all’interno di edifici o di comprensori sia pubblici che privati destinati ad attività residenziali, professionali, commerciali e produttive. Le infrastrutture di interconnessione includono anche quelle per sistemi di data storage e smart grid relativi ad applicazioni in tipologie diverse di reti per l’energia elettrica, gas, acqua e calore come previsto a livello internazionale dal Comitato ISO/IEC JTC1/SC25.

Il Comitato Tecnico garantisce i necessari livelli di presidio di tutte le fasi operative di sviluppo delle norme (preparazione, contributi e voti sui documenti, inchiesta pubblica, recepimento, ecc.). Il CT 306 presidia inoltre  la realtà tecnologica nazionale di questo settore individuando temi di studio e necessità di standardizzazione che, se non di interesse internazionale o europeo, conducono alla stesura di Norme o Guide nazionali.

Prima di tutto le infrastrutture!

Qual è stato e qual è il contributo italiano in sede internazionale dei relativi TC IEC e CENELEC?

Il Comitato Tecnico 306 ha proseguito nell’attività di presidio dei lavori  normativi internazionali e comunitari – ISO/IEC e CENELEC – in fase di preparazione e di revisione. Particolare attenzione è stata prestata ai lavori CENELEC nella stesura della serie di Norme EN 50174 che riguardano l’installazione del cablaggio.

Cosa raccoglie dal passato e cosa si propone di fare in più per i prossimi tre anni di mandato?

Abbiamo raggiunto ottimi traguardi per la sensibilizzazione delle infrastrutture da realizzare, ma il lavoro non è finito qui: per esempio, per il Decreto Legislativo 16 giu- gno 2017, n. 106, a partire dal 1 luglio 2017, tutti i cavi installati permanentemente negli edifici (civili o industriali) dovranno avere la certificazione, da parte di specifici Enti preposti, secondo classi di reazione al fuoco definite nelle norme europee. A livello di normativa tecnica nazionale CEI, la UNEL 35016 (CPR) definisce la tabella di classi applicabile in Italia per i cavi elettrici e, rispetto alla norma europea da cui è derivata, la EN 50575, ha meno classi di risposta al fuoco (5 anziché 7).

La Guida CEI 46-136 fornisce un quadro informativo in relazione alle classi CEI sui cavi di comunicazione elettronica. La Norma CEI 64-8;V4 (2017) determina quali classi devono essere utilizzate nei vari ambiti d’installazione, senza però coprire aspetti legati alla specificità delle telecomunicazioni né in termini di ambienti d’installazione (Centrale/Stazione Radio Base/Data Centre), né di caratteristiche di innesco/propagazione della fiamma di alcune tipologie di cavo rilevanti, come ad esempio cavi ottici. L’interpretazione non è chiara: si è quindi creato ad aprile 2018 un GdL “CPR cavi di comunicazione elettronica” cui partecipa anche il CT 306 per rispondere a domande che oggi non hanno una risposta univoca. Questo è uno dei modi per supportare il mondo dell’industria/l’economia nel nostro Paese e rappresenta uno degli obiettivi prioritari che bisognerebbe dare al mondo normativo elettrico in generale e a quello del CT 306 in particolare. Lo slogan potrebbe essere: “prima di tutto le infrastrutture!”


Mariangela MERRONE, Segretario CEI CT 306

È nata nel 1977.

Dopo la maturità scientifica si è laureata con il massimo dei voti in Ingegneria presso l’Università Federico II di Napoli.

Dal 2004 ricopre l’incarico di Segretario del CT 306.

Svolge la sua attività professionale come Responsabile dell’Area Tecnica di ASSISTAL (Associazione Nazionale Costruttori di Impianti e dei Servizi di Efficienza Energetica (ESCo) e Facility Management), che è l’Associazione imprenditoriale di categoria, nata nel 1946 e aderente a Confindustria, che rap- presenta le imprese specializzate nella fornitura di Servizi di Efficienza Energetica (ESCo) e Facility Management e nella progettazione, fornitura, installazione, gestione e manutenzione di impianti tec- nologici, tra cui quelli di telecomunicazione.

Segue lo sviluppo tecnologico e l’evolversi del quadro regolatorio e legislativo di riferimento per il settore impiantistico e per quello dei Servizi energetici e partecipa ai tavoli tecnici istituzionali di confronto con i diversi stakeholders.

Con quali altri Comitati Tecnici nazionali collabora maggiormente il CT 306?

Il CT 306 ha una intensa attività normativa nazionale sulle infrastrutture di interconnessione (cablaggi strutturati e LAN) per le reti di comunicazione elettronica all’interno di edifici o di comprensori sia pubblici che privati, destinati ad attività residenziali, professionali, commerciali e produttive, anche attraverso una costante e continua liaison con altri Comitati Tecnici nazionali con i quali sussiste una affinità di scopo.

In particolare, il campo di interesse del CT 306 si interseca con quello dei seguenti Comitati:

  • CT 46 “Cavi simmetrici e coassiali, cordoni, fili, guide d’onda, connettori per radiofrequenza”
  • CT 64 “Impianti elettrici utilizzatori di bassa tensione (fino a 1000 V in c.a. e a 1500 V in c.c.)”
  • CT 86 “Fibre ottiche”
  • SC 100D “Sistemi di distribuzione via cavo”
  • CT 205 “Sistemi bus per edifici”
  • CT 310 “Power Line Communications”.

Tra le diverse attività sinergiche voglio ricordare quella che il CT 306 ha avviato nei mesi scorsi congiuntamente ai soprarichiamati comitati, ai quali si è aggiunto anche il CT 20 “Cavi per energia”, per l’elaborazione di una linea guida sulle Condutture CPR.

Scopo di questo lavoro è effettuare un’analisi normativa relativa all’installazione di cavi di comunicazione elettronica con portante ottica o metallica, individuare eventuali gap normativi ai fini del soddisfacimento del requisito “Sicurezza in caso d’incendio” di cui al punto 2 dell’allegato 1 al Regolamento Prodotti da costruzione UE 305/2011, cosiddetto CPR, e, nel contempo, adeguare a questo Regolamento i contenuti normativi delle prove di comportamento al fuoco ante CPR.

La digitalizzazione dei servizi genera una grande quantità di dati

Secondo Lei in che modo la normazione può essere di supporto al mondo dell’industria e dell’economia del nostro Paese?

Il processo di normazione tecnica, che si basa sulla consensualità e la partecipazione democratica al confronto tra gli stakeholders, permette di elaborare documenti di buona pratica che contribuiscono ad integrare il quadro regolamentare di riferimento ma sono anche uno strumento catalizzatore di innovazione con indubbie ricadute in termini di sviluppo e crescita economica.

La nota Legge 1 marzo 1968, n. 186, stabilisce infatti che tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del CEI si considerano costruiti a regola d’arte.

Questo concetto, quello della regola dell’arte, lo ritroviamo anche nel Decreto 22 gennaio 2008, n. 37, in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici, che correla nuovamente la realizzazione a regola dell’arte degli impianti alla conformità alle norme dell’UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo.

La normazione tecnica volontaria diventa poi ancora più importante quando si integra alla legislazione cogente attraverso il richiamo di una norma all’interno di un provvedimento legislativo.

Questo,  ad esempio, è accaduto nella modifica del Testo Unico dell’edilizia (art. 135- bis del DPR 380/2001) con il richiamo alla Guida CEI 306-2, alla cui revisione il Comitato Tecnico 306 ha lavorato in questi ultimi mesi. In questo caso è accaduto che, attraverso un’azione sinergica in cui il legislatore ha affidato alla normazione tecnica il compito di individuare gli elementi e i requisiti necessari al raggiungimento di un obiettivo di legge, si è attuato un cambio di passo importante che vede coinvolti tutti gli attori della filiera delle costruzioni. La Guida CEI 306-2 è infatti il supporto tecnico alla progettazione, realizzazione e verifica degli impianti di comunicazioni elettroniche (dati, fonia, video) e della relativa infrastruttura fisica multiservizio passiva, per avere edifici broadband ready, sempre più intelligenti, integrati e dotati di una infrastruttura impiantistica in grado di soddisfare un bisogno di connettività sempre più spinto dal momento che la digitalizzazione dei servizi genera una grande quantità di “big data”.

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