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MERCATO, EVOLUZIONE TECNOLOGICA E NORMATIVA DEI SISTEMI DI SICUREZZA

14/09/2018
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Digitalizzazione, soluzioni integrate, connettività, efficienza energetica: nuove sfide per il Comitato Tecnico 79.

Andrea NATALE, Presidente CEI CT 79

Nato a Milano nel 1968, ha conseguito una laurea in Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano (1995) e una seconda laurea in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni (Università di Torino, 2000).

Dal 2018 è Business Development e Marketing Manager della divisione EcoBuilding di Schneider Electric in Italia.

Ha iniziato a lavorare presso Siemens Spa nel 1997 come tecnico-commerciale nel settore delle apparecchiature elettromeccaniche ed elettroniche per l’automazione industriale di BT, dal 1999 al 2001 Product Manager per i sensori di prossimità senza contatto e le reti di comunicazione a livello di campo (ASI, Profibus).

Nel 2001-2002 è stato Product Manager presso Sensormatic Italy per i sistemi di videosorveglianza e controllo accessi.

Dal 2002 al 2007 ha lavorato per ADT Fire & Security Italy come Product Manager per i sistemi di videosorveglianza, controllo accessi, antintrusione, rivelazione incendi e sistemi integrati; dal 2007 al 2011 Product Manager e Business Development Manager per i mercati industria, logistica, terziario, retail, trasporti e oil & gas.

Dal 2011 al 2017 ha ricoperto il ruolo di Marketing Manager per il mercato italiano e europeo, prima in Tyco Fire & Security e successivamente nella nuova Johnson Controls, nata dalla fusione con il Gruppo Tyco. Partecipa attivamente nelle associazioni industriali di riferimento (ANIE, TAPA) e nei Comitati Tecnici na- zionali ed internazionali CEI, CENELEC e IEC. È Membro dei Gruppi Building in ANIE e del WG12 IEC (videosorveglianza) e coordina il GL7 CEI per i sistemi di videosorveglianza e di controllo accessi.

Qual è il mercato di riferimento del CT 79 e come si caratterizza?

Il comparto che afferisce all’attività normativa del CT 79 riguarda i sistemi di allarme e di sorveglianza per la protezione di persone e beni ed è caratterizzato da una crescita superiore al 5% anno su anno nell’ultimo triennio (CAGR), come si evince dai dati pubblicati dall’associazione nazionale di riferimento ANIE Sicurezza.

Digitalizzazione e innovazione sono le chiavi di lettura principali di questo mercato che è molto dinamico sia dal punto di vista del contenuto tecnologico dei singoli impianti di sicurezza, sia dal punto di vista di una domanda sempre più attenta e consapevole che vuole concretamente misurare i benefici promessi dalla crescente connettività dei singoli dispositivi e degli impianti stessi. La crescita è guidata maggiormente dai servizi necessari alla realizzazione di questi impianti secondo la regola dell’arte e dai nuovi servizi che sono oggi abilitati dalla tecnologia dell’Internet of Things: progettazione, installazione, manutenzione e servizi di monitoraggio remoto degli allarmi di sicurezza e tecnologici.

La maggior parte degli impianti di sicurezza sono tradizionalmente proposti con modalità di funzione e gestione indipendenti, in funzione della specializzazione e delle competenze dell’azienda fornitrice, anche quando questi impianti sono in grado di assicurare un’elevata interazione tra di essi.

Il mercato della sicurezza visto dagli utenti finali, che è costituito da decisori e operatori che utilizzano quotidianamente le tecnologie, non è invece tanto orientato a valutare un’offerta per compartimenti stagni quanto a trovare un’unica soluzione ai propri requisiti operativi di sicurezza. Una soluzione quindi che possa comprendere tutte o una parte delle tecnologie di videosorveglianza, controllo accessi, comunicazione audio, anti-effrazione e anti-aggressione, in un’ottica di scalabilità, flessibilità e semplicità d’uso.

Quali sono le principali linee evolutive di questo mercato?

Grazie al fatto che oggi i sistemi di sicurezza sono diventati sistemi informatici a tutti gli effetti, la loro convergenza sull’infrastruttura di comunicazione propria delle reti IT è il fattore sempre più abilitante alla diffusione di soluzioni di sicurezza integrate, che siano in grado di soddisfare le esigenze operative di personale che non deve essere uno specia- lista di ogni singolo impianto, ma che deve avere accesso ai dati a supporto del proprio processo decisionale. Lo stato dell’arte e la stabilità della tecnologia consentono infatti di centralizzare su un’unica interfaccia utente le informazioni provenienti non solo dai sistemi di sicurezza, ma anche dai sistemi che ad essi si affiancano in tutte le applicazioni come quelli relativi alla building automation, all’efficienza energetica e alla business continuity. Tali sistemi mantengono comunque la propria operatività indipendente, secondo le specifiche della norma tecnica di riferimento, nel caso di assenza della comunicazione, di necessità di accesso diretto per operazioni di programmazione e manutenzione specifiche o di segnalazione primaria degli allarmi antincendio.

La convergenza tecnologica è un trend che si rileva non solo a livello di piattaforme software integrate di diagnosi, supervisione e gestione degli impianti, ma anche a livello di singoli dispositivi, la maggior parte dei quali nasce oggi con connettività nativa. Questo significa che, oltre a svolgere la loro funzione tradizionale (per esempio la trasmissione delle immagini nel caso di una telecamera), sono in grado di fornire informazioni circa il loro stato di funzionamento, l’analisi del contesto, il conteggio di variabili (per esempio il numero di persone in un ambiente, il loro percorso e i tempi di permanenza) e le segnalazioni tipiche di dispositivi tradizionalmente appartenenti a impianti di sicurezza diversi. Grazie alla complementarietà di funzioni diverse, all’aumento della potenza di calcolo raggiungibile a livello di campo e alla con- nettività in rete, diventa sempre più difficile associare un dispositivo che integra le tecnologie video, audio, volumetrica e biometrica ad un’unica normativa e disciplina tecnica. Si pensi all’evoluzione delle attuali apparecchiature impiegate nei sistemi di citofonia e videocitofonia, area normativa che negli ultimi anni ha visto la partecipazione attiva e il contributo di alcuni esperti italiani del CEI GL15 nel gruppo di lavoro internazionale. Il risultato è una nuova serie di norme IEC che non solo recepiscono in buona parte i contenuti tecnici dell’esistente norma europea, ma li ampliano a coprire anche gli impianti videocitofonici che impiegano il protocollo IP e gli impianti intercomunicanti a sicurezza avanzata, che possono essere impiegati per diffondere messaggi di emergenza.

Il progresso tecnologico spesso disvela nuovi rischi: è il caso anche del vostro settore?

Tornando all’ambito normativo internazionale, la digitalizzazione delle tecnologie di sicurezza porta non solo nuove funzionalità e opportunità, ma anche nuovi rischi come quello della sicurezza informatica (cyber-security). Oggi i professionisti della sicurezza devono garantire un ambiente sicuro, che può definirsi intelligente solo se in grado di riconoscere e contrastare anche minacce senza precedenti, come quelle informatiche, che sono di fatto prive di confini fisici e di limiti geografici e quindi spesso non vengono percepite da parte degli utenti. Negli ultimi anni si è verificato un progressivo incremento, quantitativo e qualitativo, di attacchi e minacce cyber con le finalità più disparate: dalle frodi ed estorsioni informatiche ai furti di identità e di dati sensibili, fino ad arrivare allo spionaggio e al sabotaggio industriale, compresi gli atti vandalici meramente emulativi. Per aiutare le imprese a far fronte a questi rischi, la normativa tecnica sta valutando come inserire procedure di test e verifica lungo tutto il ciclo di vita dei dispositivi e degli impianti, nonché i requisiti tecnici minimi che concorrono a definire i gradi di sicurezza dei sistemi di sicurezza.

Sistemi di sicurezza come sistemi informativi e quindi elaborazione e trattamento di grosse quantità di dati: quali riflessi sulla privacy?

Un altro tema importante è infine quello legato alla privacy dei dati, che dal 25 maggio 2018 è diventato rilevante per tutti gli stati membri dell’Unione Europea. Il GDPR (General Data Protection Regulation) impatta direttamente la proget- tazione, l’installazione, la manutenzione e l’uso dei sistemi di sicurezza e deve essere conosciuto per la realizzazione di impianti secondo la regola dell’arte. Per questo anche i contenuti in materia di privacy saranno presi in considerazione in una prossima revisione della normativa tecnica, che definisce i requisiti tecnici e i diversi gradi di sicurezza corrispon- denti del sistema.

Andrea BASSO, Segretario CEI CT 79

Nato nel 1964 a Sydney in Australia, dove i genitori si erano trasferiti per motivi di lavoro, è tornato ancora bambino in Italia, dove ha svolto tutti gli studi e si è laureato in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Padova.

Dal 1995 lavora in VIMAR SpA dove, da gennaio 2008, è Capo del Dipartimento responsabile della certificazione dei prodotti, delle prove sui prodotti e dello studio delle norme e delle direttive di tutti i prodotti Vimar a catalogo.

In ambito normativo ricopre attualmente i seguenti incarichi:

  • Presidente del CEI CT 70 “Involucri di protezione”
  • Presidente del CEI CT 205 “Sistemi bus per edifici”
  • Segretario del CEI CT 79 “Sistemi elettronici di sicurezza e allarme”
  • Segretario del CEI SC 23F “Dispositivi di connessione”
  • Membro del CEI CT 23 “Apparecchiatura a bassa tensione”
  • Membro del CEI SC 23B/C/G “Spine, prese, interruttori non automatici, involucri e connettori per uso domestico e similare”
  • Membro di svariati Working Group del CENELEC TC 23BX “Switches, boxes and enclosures for hou- sehold and similar purposes, plugs and socket outlet for D.C.”
  • Membro di svariati Maintenance Team dell’IEC SC 23B “Plugs, socket-outlets and switches”
  • Convenor dell’IEC SC 23B MT 9 “Maintenance of IEC 60884-2-5”.

È rappresentate di Vimar SpA nei Gruppi Tecnici di ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) e di CECAPI (European Committee of Electrical Installation Equipment Manufacturers).

In che modo la normazione tecnica sta accompagnando l’evoluzione tecnologica e del mercato?

Per questo i Comitati Tecnici internazionali stanno cercando di fare evolvere il processo di sviluppo delle norme con un approccio integrato ed orientato ai settori verticali, partendo dai loro bisogni e dai requisiti operativi specifici degli utenti finali. Il Gruppo di Lavoro WG12 del TC 79 IEC è da questo punto di vista il più attivo, potendo contare su una partecipazione e una produttività normativa eccellente in questi ultimi anni, sia nel campo della videosorveglianza, sia in quello del controllo accessi e dell’antintrusione. Alcune proposte riguardano i segmenti degli aeroporti, dei porti e delle ferrovie, nell’ambito del settore trasporti, così come altri settori di interesse sono le strutture sportive, gli edifici pubblici, i data center, gli ospedali, le smart city e i centri logistici, che presentano già un approccio strutturato alle soluzioni di sicurezza integrata, come ad esempio quello dell’associazione TAPA. TAPA (Transported Asset Protection Associa- tion) è l’associazione per la protezione delle merci destinate al trasporto, che riunisce produttori globali, fornitori di servizi logistici, corrieri espressi, forze di polizia e di sicurezza, enti pubblici e altri stakeholders con l’obiettivo comune di ridurre le perdite nelle catene di fornitura internazionali. I requisiti di sicurezza predisposti dall’associazione, sono riconosciuti nel mondo come standard industriali da seguire per la sicurezza dei magazzini, dei centri logistici e per la sicurezza dei trasporti di merce.

Qual è il contributo del Comitato Italiano allo sviluppo dell’attività normativa?

Il CT 79 CEI ha dato ovviamente la massima disponibilità nel portare avanti l’attività normativa a beneficio di tutta la comunità internazionale, così come sta partecipando attivamente assieme ad altri Comitati Tecnici CEI, il CT 64 (Impianti elettrici utilizzatori di bassa tensione) in particolare, allo sviluppo di un documento tecnico a beneficio di una tipologia di edifici particolare: il Condominio. Il tema della sicurezza delle persone e degli edifici è di indubbia importanza, considerando che non è agevole orientarsi nell’interpretazione di norme e decreti legislativi che riguardano impianti tecnologici di natura diversa e che coinvolgono un po’ tutti in termini di responsabilità: proprietari, abitanti e amministratori condominiali.

Proprio il 22 maggio 2018 è entrato in vigore un Protocollo d’intesa tra CEI e ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali), che ha l’obiettivo di predisporre procedure e standard di qualità per garantire la sicurezza degli impianti negli edifici, che si estendono agli aspetti strutturali  di costruzione, agli impianti elettrici e alla qualificazione energetica degli edifici. Tale protocollo definisce, inoltre, strategie comuni per favorire la formazione continua dei professionisti attraverso l’organizzazione di convegni, seminari e corsi, con particolare riferimento agli obblighi di formazione previsti dalle leggi vigenti per gli Amministratori di condominio.

Il settore condomini è un settore particolarmente attrattivo grazie anche alla nuova Legge di Stabilità 2018, che introduce il “Bonus condomini 2018” e consente di poter fruire di una detrazione fiscale consi- derevole per quei condomini che effettuano interventi di risparmio energetico e/o di adeguamento antisi- smico e di ristrutturazione. La combinazione di “Ecobonus” e “Sismabonus” consente detrazioni fino al 85% nel caso di lavori di riqualificazione energetica e riduzione del rischio sismico nella parti comuni del Condominio. A questo si aggiunge la possibilità per i condomini di poter cedere il proprio credito di imposta alle imprese che effettuano gli interventi di miglioramento e ad altri soggetti terzi in fase di definizione.

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