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MICHELE MAZZARO PRESENTA L’ATTIVITÀ SUGLI IMPIANTI ELETTRICI IN AMBITI PREGEVOLI

11/09/2017
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Intervista al Presidente del SottoComitato 64E “Impianti elettrici in ambiti pregevoli per rilevanza storica e/o artistica”.

Michele MAZZARO

E’ nato ad Acerenza (Potenza) nel 1968.

Laureato in Ingegneria Elettrotecnica presso l’Università di Roma la “Sapienza” nel 1994, dove ha svolto il dottorato di ricerca in Ingegneria Elettrica.

A partire dal 1998 è funzionario tecnico del Corpo nazionale dei vigili del fuoco (CNVVF). E’ stato dapprima responsabile dell’Ufficio di Prevenzione Incendi del Comando provinciale dei vigili del fuoco di Piacenza fino al 2005; di seguito è stato in servizio presso la Direzione Centrale per l’Emergenza ed il Soccorso Tecnico dove, tra l’altro, si è interessato della sicurezza antincendi degli impianti fotovoltaici. Nel 2011 è stato nominato Comandante provinciale dei vigili del fuoco di Vercelli.

Dal 2014 ad oggi è Dirigente del Nucleo Investigativo Antincendi della Direzione Centrale per la Prevenzione e la Sicurezza Tecnica dove si occupa dell’attività investigativa del CNVVF, anche in relazione agli incendi di natura elettrica nonché di studio, sperimentazione e normazione. E’ analista di rischio per la cura delle istruttorie relative ad attività a rischio di incidente rilevante (direttive Seveso) ed è Ispettore per la verifica del Sistema di Gestione delle Sicurezza delle predette attività.

E’ stato docente di impianti elettrici in luoghi MARCI ed in ambienti ATEX nell’ambito di corsi di formazione su impianti elettrici, normativa di prevenzione incendi e di sicurezza elettrica per funzionari laureati e diplomati del CNVVF. Ha svolto numerosi seminari su impianti elettrici e normativa di prevenzione incendi presso le Università oltre che nell’ambito dei seminari di formazione gratuita CEI, di cui è relatore fin dal 2004. E’ rappresentante designato del Ministero dell’Interno in ambito CEI, già dal 2004.

E’ membro del Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi e della Commissione consultiva centrale per il controllo delle armi. Autore di testi e di numerosi articoli scientifici in tema di sistemi di sicurezza antincendio, prevenzione, protezione e valutazione del rischio di incendio e di esplosione nonché di metodologie per l’investigazione delle cause di incendio e di esplosione.

 

Il SC 64E è un Comitato Tecnico di recente costituzione: ce lo vuole presentare?

Il SC 64E  è  un  Comitato  Tecnico  del  CEI  che si occupa di fornire le indicazioni per la realizzazione degli impianti elettrici negli edifici pregevoli per arte o  storia e  in  quelli destinati a contenere biblioteche, archivi, musei, gallerie, collezioni e oggetti d’interesse culturale, pubblici o privati che, nella loro globalità, risultino formalmente sottoposti a tutela  ai  sensi  del- la Legge 1 giugno 1939, n. 1089 e successive modificazioni e integrazioni (la più recente è il D.Lgs. 42/2004).

L’Italia è dotata di un rilevante patrimonio storico ed artistico per il quale la progettazione e la realizzazione degli impianti elettrici può costituire una significativa criticità soprattutto per l’esistenza di vincoli che impediscono di fatto o limitano fortemente la realizzazione di  impianti elettrici conformemente a quanto prescritto dalle norme tecniche vigenti del CEI (CEI 64-8).

Nasce, pertanto, la necessità di adottare provvedimenti alternativi a quelli previsti dalle norme generali di impianto (e dalle Sezioni 751 e 752 della Norma CEI 64-8), ma di uguale efficacia, ovviamente adottabili solo ed esclusivamente in presenza di oggettivi vincoli di natura storica o artistica che non rendano possibile il rispetto integrale delle norme stesse.

 

Quali sono gli obiettivi prioritari che vorrebbe por- si negli anni del suo mandato come Presidente del SC 64E?

A mio parere esistono diversi obiettivi prioritari che il SC 64E si deve porre. Tra questi si annovera:

  1. poiché, come è stato  già  detto, il  SC  64E è un Comitato Tecnico di recente istituzione, si ritiene indispensabile che, come primo obiettivo, si debba porre  la definizione di un’organizzazione del SC, in coerenza con gli indirizzi e gli obiettivi assegnati dal CEI. Contestualmente, si ritiene necessario continuare a migliorare la sinergia con gli altri Comitati e SottoComitati nonché con tutti gli stakeholder, pubblici e privati, in maniera da individuare soluzioni innovative e condivise per la progettazione degli impianti elettrici;
  2. la Norma CEI 64-1, relativa agli impianti elettrici negli edifici  monumentali,  risale al 1942. Nel 1989 essa venne  inglobata nella Norma CEI 64-8. I già citati problemi  di integrazione con le  norme  generali  sugli impianti elettrici hanno portato ad una nuova enucleazione, concretizzatasi nella Norma CEI 64-15, che si può  applicare solo agli edifici soggetti a tutela in base alla legge 1089/39, vale a dire a quegli edifici o parti di essi che sono soggetti a tutela da parte delle Soprintendenze competenti per territorio. Tale norma è datata 1998 ed ha ancora carattere sperimentale poiché si trattava della prima del suo genere a vedere la luce in Europa.  Si ritiene, pertanto, che un altro degli obiettivi prioritari del mio mandato,  quale Presidente del SC 64E, debba essere quello di aggiornare la Norma CEI 64-15 “Impianti  elettrici  negli  edifici  pregevoli per rilevanza storica e/o artistica”, tenendo conto sia dei più recenti standard tecnologici adottati per la realizzazione degli impianti elettrici e sia dell’evoluzione della normativa nazionale ed europea.

 

In qualità di Presidente del CEI/SC 64E e primo Di- rigente del Nucleo Investigativo VF, come pensa di rapportarsi con l’attività del SC nei confronti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco?

Gli edifici pregevoli per arte e storia destinati a contenere biblioteche ed archivi, musei, gallerie, esposizioni e  mostre, quando sono aperti al pubblico, risultano soggetti ai controlli dei Vigili del fuoco, ai sensi del p.to 72 dell’allegato  I al D.P.R.  151/2011.

Le normative di sicurezza antincendio sono quelle di cui al D.M. 20 maggio 1992, n° 569 ed al D.P.R.  30 giugno 1995, n°  418.

In questi edifici, alla concomitanza di fattori critici, quali presenza di materiale infiammabile, elevato affollamento di persone in visita e configurazioni architettoniche a volta tortuose, fa riscontro la necessità di mantenere inalterate le caratteristiche tipiche del periodo storico di realizzazione.

Ciò porta ad evitare soluzioni antincendio che richiedano l’esecuzione di opere edili, muri resistenti al fuoco, scale a prova di fumo, nuove uscite di sicurezza e quant’altro di solito è prescritto per edifici non sottoposti a salvaguardia architettonica.

Le stesse prescrizioni legislative mirano, pertanto, a limitare gli interventi di protezione passiva alla compartimentazione e all’agevolazione dell’esodo in sicurezza  delle  persone; mentre richiedono un maggiore impegno sulle forme di protezione attiva, tipo la rilevazione dell’incendio il più possibile pronta ed affidabile nonché la regolamentazione rigorosa degli afflussi, onde evitare un eccessivo affollamento.

Un ulteriore problema nasce spesso dalla necessità di ottemperare, sia alle esigenze di sicurezza antincendio (safety) delle persone e dei beni, sia a quelle di sicurezza antifurto (security) dei beni conservati o esposti negli edifici.

Nel primo caso, per esempio, è necessario agevolare al massimo l’evacuazione rapida delle persone; mentre nel secondo è necessario  impedire le intrusioni abusive.

Inoltre, gli incendi di origine elettrica rappresentano quelli tra i più significativi in queste strutture.

Per tutte queste motivazioni, credo che il contributo che potrò dare quale Presidente del SC 64E e, contestualmente, come Dirigente di un ufficio della Direzione centrale per la prevenzione e la sicurezza tecnica dei Vigili del Fuoco sia estremamente importante per ricercare quella sinergia indispensabile tra la normativa cogente e la normativa volontaria.

 

Come pensa di rapportarsi al mondo dell’industria nel nostro Paese?

L’industria è già parte dei Comitati Tecnici in quanto i membri dei CT e dei Gruppi di lavoro per la  maggior parte provengono dall’industria e portano la loro conoscenza, esperienza e tecnologia permettendo di stabilire i requisiti minimi di sicurezza per gli impianti e le apparecchiature.

Resta inteso che è necessario un maggiore coinvolgimento delle aziende, anche di quelle che sinora sono state refrattarie all’approccio normativo. Poter disporre di una norma per la progettazione di impianti elettrici, nonché per la costruzione di apparecchiature o sistemi, permette di realizzare impianti e prodotti che dal lato sicurezza richiedono di utilizzare il meglio della tecnologia esistente così come proposta  dall’industria stessa.

Inoltre, è importante anche fornire maggiore certezza al mondo dei professionisti e agli operatori della sicurezza antincendi, in generale.

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