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SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE

22/11/2017
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Il contributo della normativa per la tutela dell’ambiente e della salute per uno sviluppo sostenibile a livello globale.

Antonio GIACOMUCCI, Presidente del CEI/CT 111

Antonio Giacomucci è HSE e Sustainability Manager per ABB in Europa.

E’ laureato in fisica e si è occupato di ricerca di base nei settori delle alte energie, dei materiali, della tossicologia e dell’ambiente, per poi dedicarsi alle tematiche di sviluppo sostenibile e responsabilità sociale e di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

E’ autore di alcuni brevetti nei settori dell’isolamento elettrico e di numerosi articoli scientifici dedicati a tematiche ambientali e di sostenibilità.

In ABB ha realizzato il primo studio certificato di ciclo di vita di un prodotto industriale, ha coordinato l’adozione dei sistemi di gestione ambientale, l’elaborazione di dichiarazioni ambientali di prodotto, la gestione di salute e sicurezza e della responsabilità sociale.

Tra le principali affiliazioni professionali sono da citare il SETAC (membro dello Steering committee per la LCA, fino al 2004), AILCA (membro del Comitato direttivo, fino al 2002), AIESEC (membro del Supervisory Board, fino al 2011), RINA (membro del Comitato tecnico ambiente, fino al 2014), Sodalitas (membro dei Comitati di indirizzo e sorveglianza, fino al 2015), JA Italia (membro del Consiglio di amministrazione, fino al 2014), Assolombarda (Presidente della zona Nord, fino al 2016), Remedia (membro del Consiglio di amministrazione). Attualmente, in ambito CEI ricopre il ruolo di Presidente del Comitato Tecnico 111 (Aspetti ambientali di prodotti elettrici ed elettronici).

 

Si parla molto di  sostenibilità  ambientale: che cos’è e perché le imprese dovrebbero interessarsene?

La sostenibilità ambientale è per le aziende un cambio di paradigma rispetto al modello tradizionale di business focalizzato sulla crescita e sulla massimizzazione del profitto. Pur riconoscendo l’importanza di questi due elementi, il modello sostenibile richiede all’azienda di perseguire in maniera efficace tre macro obiettivi specifici, ossia: protezione ambientale, giustizia sociale e sviluppo economico. In particolare, un’azienda sostenibile dal punto ambientale è un’azienda in grado di ottimizzare i propri processi e prodotti riducendone l’impronta ambientale. Le imprese   sono il motore dell’economia e, al tempo stesso, i maggiori responsabili dell’inquinamento globale. Esse possono quindi svolgere un ruolo di grande rilevanza per favorire uno sviluppo sostenibile. Inoltre, nel difficile contesto economico odierno, ottenere lo status di “impresa sostenibile” potrebbe rappresentare la differenza tra la semplice sopravvivenza e il successo, aprendo le porte a nuove opportunità e migliorando il margine di profitto.

Le sfide ambientali globali dominano il dibattito pubblico. La maggior parte dei governi di tutto il mondo sta promulgando leggi e regolamenti sempre più rigorosi e vincolanti, rendendo la gestione ambientale un tema chiave per la sopravvivenza di tutte le imprese. Efficienza energetica, sostanze pericolose e rifiuti sono le aree di maggiore interesse. In quest’ottica si pone anche il CEI, attraverso i vari lavori del Comitato Tecnico 111. Elaborare standard importanti significa anche dare una direzione ben precisa alle imprese, aumentando il passo verso uno sviluppo più sostenibile.

Stiamo inoltre assistendo ad un vero e proprio boom della copertura mediatica di argomenti relativi alla sostenibilità.  Di conseguenza, la sostenibilità ha cominciato ad avere un notevole impatto sulla reputazione delle aziende. I consumatori sono sempre più attenti e privilegiano le aziende che si assumono le proprie responsabilità ambientali. E anche le aziende impegnate nel B2B devono oggi fronteggiare clienti sempre più sensibili a queste tematiche e includono specifici requisiti di sostenibilità durante i processi di qualifica dei fornitori. Inoltre, la sostenibilità contribuisce a creare un miglior clima aziendale interno, aumentando la motivazione e il morale dei dipendenti, oltre ad attirare nuovi talenti.

Investire nella propria sostenibilità ambientale offre anche un buon ritorno economico. Essere sostenibili significa, in primo luogo, usare meno risorse  e usarle meglio. Monitorando e misurando l’impatto ambientale dei propri processi, è possibile identificare notevoli opportunità di miglioramento che, quando implementate in maniera sistematica all’interno di un’organizzazione, possono condurre anche a risparmi economici significativi.

 

Quali sono le principali sfide per un’impresa che vuole  essere sostenibile?

Non si tratta di un obiettivo semplice e rapido da perseguire. Al pari di quanto accade con tutte le decisioni, è necessario costruire un business case che evidenzi vantaggi e opportunità di adottare pratiche di business sostenibili e crei il cosiddetto committment negli alti ranghi dell’azienda.

Talvolta la sostenibilità può essere difficile da valutare da un punto di vista monetario, rendendo impegnativo per i dirigenti capire l’importanza di un’efficace gestione ambientale. E’ fondamentale dunque definire un sistema di monitoraggio degli impatti ambientali, sia per identificare quelli più significativi, sui quali un intervento darebbe i migliori risultati, sia per valutare gli effetti di eventuali azioni di miglioramento nel tempo.

È poi chiaramente importante coinvolgere i dipendenti. Una comunicazione sistematica o anche incentivi a coloro che partecipano a nuovi programmi sono spesso le modalità utilizzate appunto per il loro coinvolgimento.

Affinché la sostenibilità diventi garanzia di vantaggio competitivo nel medio o lungo-termine, è inoltre necessario che l’impresa non  si limiti alla gestione dei soli impatti diretti, ma estenda l’attenzione all’intera catena di fornitura, incoraggiando i propri partner commerciali, compresi fornitori e subcontraenti, ad applicare principi di comportamento imprenditoriale responsabile. Tutto ciò è chiaramente richiesto dalle normative di gestione ambientale.

E’ però fondamentale che le imprese siano supportate da enti di categoria e organizzazioni. In questo il CEI, anche attraverso il comitato internazionale IEC, è fortemente impegnato. In questo modo si permette alle imprese del settore di intervenire sulla materia e di trovare, nel contesto internazionale, delle condizioni armonizzate e favorevoli allo sviluppo dei propri prodotti e, conseguentemente, delle proprie potenzialità economiche e commerciali.

Nel settore elettrotecnico, le sfide principali riguardano il controllo delle sostanze chimiche nei prodotti e nei processi, un design  attento dal punto di vista ambientale (Environmental Conscious Design – ECD), nonché la gestione dei rifiuti ed il loro recupero. La sfida maggiore per un’impresa, forse, è quella di continuare ad innovare, tenendo come obiettivo primario la sostenibilità. La singola impresa, impegnandosi a seguire linee guida sempre più precise in termini di  obblighi e divieti ambientali, contribuisce alla produzione di valore, sia dal punto di vista economico-finanziario, sia sociale.

 

Quali sono gli strumenti che possono essere adottati dalle aziende in materia di sostenibilità ambientale?

Esistono parecchie linee guida, norme tecniche e standard internazionali a cui fare riferimento.

La Norma ISO 14001 fornisce indicazioni su come implementare un sistema di gestione ambientale. La relativa certificazione, seppur volontaria, è oggi un requisito inderogabile, spesso richiesta esplicitamente nei processi di qualifica dei fornitori quale prova di comportamento responsabile in materia ambientale. La definizione di una Politica Ambientale, oltre ad essere un punto della Norma ISO 14001, rappresenta un utile punto di partenza indipendentemente dalla volontà di implementare un sistema di gestione. È tanto più efficace quanto più risulta allineata e integrata con gli obiettivi di business.

Un altro strumento altrettanto utile, in particolare ai fini di una corretta gestione della catena di fornitura, è l’adozione di un Codice di Condotta. Si tratta di un documento che definisce e comunica i princìpi che ispirano le scelte aziendali, a cui devono fare riferimento tutti gli attori della supply chain. Il passo successivo è rappresentato dalla verifica della condotta e delle performance ambientali dei fornitori, mediante questionari di autovalutazione e/o audit di verifica.

Il Bilancio di Sostenibilità è il principale mezzo attraverso il quale l’impresa comunica agli stakeholder (azionisti, dipendenti, clienti, comunità locali, istituzioni, etc.) i risultati delle proprie attività. È una pratica ormai consolidata nel mondo delle grandi multinazionali che, a seguito della recente Direttiva europea sul reporting non-finanziario, è diventata obbligatoria per circa 6000 imprese del continente. Le linee guida di rendicontazione più diffuse some quelle proposte dalla Global Reporting Initiative (GRI).

Affinché tutte queste attività risultino efficaci, nonché al fine di garantire la conformità con nuovi leggi e regolamenti, è altresì necessario dotarsi di figure professionali dedicate e competenti, quali ad esempio il Sustainability Manager e l’Energy Manager. Altre possibili azioni riguardano l’integrazione di aspetti ambientali nella progettazione di nuovi prodotti  e la comunicazione delle prestazioni ambientali dei prodotti mediante etichette ecologiche,  come l’ECOLABEL, o Dichiarazioni Ambientali di Prodotto, come l’EPD (Environmental Product Declaration) e la PEF (Product Environmental Footprint). Il supporto specifico alle imprese del settore elettrico ed elettrotecnico è fornito dai Gruppi di lavoro CEI del Comitato Tecnico 111. La partecipazione ai gruppi di lavoro del CEI rappresenta una notevole opportunità per le imprese italiane, perché possono contribuire alla creazione di nuovi documenti tecnici e norme ed inoltre possono avere accesso, anche attraverso la IEC, ad un network di esperti internazionale.

 

Più in dettaglio, che supporto offre il CEI alle imprese, in termini di sostenibilità  ambientale?

Il CEI (come ovviamente l’IEC) pone un grandissimo focus sulle tematiche ambientali (non solo all’interno del CT 111). I temi analizzati più nello specifico, se vogliamo identificarne qualcuno, sono legati al cambiamento climatico ed ai nuovi paradigmi di un’economia più verde e più circolare. Le problematiche legate all’ambiente stanno diventando sempre più urgenti ed un’industria come quella elettronica ed elettrotecnica non può dimenticarsi del ruolo di primo piano che ha nell’impatto ambientale.

Il Comitato Tecnico 111 comprende molteplici Gruppi di lavoro che operano spesso attraverso il network IEC. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, è necessario ricordare – fra  gli  altri – l’Environmental Conscious Design Joint Working Group, che ha allacciato una importante collaborazione con la ISO (per questo si parla di “Joint” working group). Alcuni Gruppi di lavoro operano su tematiche molto specifiche, quali la definizione di “Low Halogen  Materials” o sulla armonizzazione dei criteri di performance ambientale per i prodotti elettrici ed elettronici.

In considerazione della complessità dei processi produttivi che attraversano lunghe filiere produttive, è necessario definire anche la modalità per la comunicazione di informazioni rilevanti per gli aspetti ambientali. Ed un Gruppo di lavoro si occupa proprio di questo (Material Declaration). Fondamentali sono poi le modalità per fare valutazioni e misure. E di questo se ne occupa un altro Gruppo di lavoro appunto dedicato ai test per le sostanze pericolose. La protezione dell’ambiente, la sensibilizzazione nei confronti delle tematiche ‘verdi’ e la messa in pratica di comportamenti sostenibili richiede uno sforzo corale fra gli attori in prima linea sul mercato e le organizzazioni che definiscono regole e linee guida.

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