Sergio Vellante, 70 anni, sposato e con due figli, pennese (Prov. Pescara) di nascita e milanese d’adozione, dopo gli studi tecnici in elettrotecnica, e il servizio militare nel corpo speciale degli Alpini, inizia a lavorare nel 1978 nel Gruppo Ansaldo, dove rimane per 11 anni, rivestendo diverse cariche.
Nel 1989 entra come dirigente nella Control Techniques, Dopo 4 anni, e per i successivi 11, assume la duplice carica di General Manager in Italia e di CEO per l’India, oltre a partecipare attivamente alle attività di Marketing strategico e di prodotto all’interno del Gruppo. In India viene triplicato il business in 5 anni con il 60 % delle maestranze e un EBIT del 12%.
Dal 2004 è Amministratore Delegato della Lenze Gerit Italia, divisione del Gruppo multinazionale Lenze, leader nell’automazione elettronica e meccanica. Dal 2008 Vicepresidente Med e America Latina. Nel 2023 lascia l’azienda per raggiunti limiti di età con un fatturato di oltre 130 milioni di €.
Dal 1998 al 2004 è Presidente del Gruppo Costruttori di Azionamenti Elettrici all’interno della Federazione ANIE (Associazione Nazionale Aziende Elettriche) e membro del Comitato europeo CEMEP.
Presidente del Comitato Tecnico 44, sicurezza macchine, del CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) dal 2007 al 2018.
Dal 2011 ad oggi ha rivestito numerose cariche all’interno di Anie quale probiviro e varie commissioni dei saggi. Attualmente è membro del Consiglio Generale ANIE e coordinatore tecnico di Anie automazione.
Nel 2008 riceve il premio Internazionale Cartagine per l’economia ed imprenditoria.
Oggi svolge la funzione di Consulente Vogel in Italia ed è Presidente di un’associazione APS non profit sullo sviluppo sostenibile.
Dal 2025 nuovamente Presidente del CT 44.
A distanza di dieci anni dal suo precedente mandato, come ha ritrovato il “suo” Comitato?
Gli anni passano, i contesti cambiano, ma le persone restano e crescono. È questa la prima riflessione che mi sento di condividere a distanza di dieci anni.
Il mio primo mandato nel CT 44 è stato al tempo stesso intenso ed entusiasmante. La professionalità di tutti gli attori coinvolti era di livello elevatissimo; tuttavia, nei contesti internazionali si percepiva una certa marginalizzazione, con la sensazione di non essere pienamente riconosciuti nel nostro valore.
È stato quindi necessario intraprendere un lavoro strutturato sull’immagine, sull’approccio metodologico e sul pragmatismo, per superare stereotipi penalizzanti e rafforzare la nostra credibilità. In altre parole, abbiamo dovuto investire sull’internazionalizzazione e sulla capacità di sintesi, anche su tematiche complesse, mantenendo ferme le nostre posizioni tecniche.
Con grande impegno personale ho partecipato a tutte le sessioni plenarie in Europa, Cina e America, svolgendo un ruolo di supporto e di armonizzazione tra diverse correnti di pensiero, senza mai arretrare sui principi fondamentali proposti dai nostri esperti.
A distanza di dieci anni — e dopo una fase complessa segnata anche dalla pandemia — il livello di soddisfazione è significativo. I nostri esperti ricoprono oggi ruoli di rilievo all’interno di IEC e la stima della comunità tecnica internazionale si è progressivamente estesa a numerosi membri del nostro Comitato. Oggi veniamo riconosciuti per il valore che abbiamo sempre espresso.
Quali sono, a Suo parere, le prospettive e le priorità dell’attività del Comitato?
Attualmente siamo tra i Comitati più attivi e, in ambito normativo, operiamo in modo diretto o trasversale su una parte molto ampia delle norme elettriche ed elettroniche.
Le recenti evoluzioni legislative, tra cui il Regolamento Macchine e il Cyber Resilience Act, richiedono un impegno prolungato e di alto profilo tecnico. Disponiamo delle competenze e dell’entusiasmo necessari per sostenere con autorevolezza le nostre posizioni su tutti i tavoli tecnici internazionali e per affrontare una nuova fase altrettanto stimolante.
Occorre tuttavia essere consapevoli del contesto: la transizione geopolitica in atto genera instabilità economica significativa. Le industrie europee, in presenza di una domanda debole, sono chiamate a innovare in tempi estremamente rapidi. Negli ultimi anni l’Europa ha mostrato segnali di rallentamento competitivo e il fenomeno della deindustrializzazione ne rappresenta una conseguenza evidente.
Sul piano legislativo si è assistito al passaggio dalle Direttive ai Regolamenti, con l’obiettivo di rendere più uniforme e rapido il quadro applicativo nei diversi Stati membri.
Oggi più che mai è necessario rafforzare una visione autenticamente europea e lavorare in modo coeso per salvaguardare il comparto manifatturiero. La semplificazione normativa e il recepimento tempestivo delle disposizioni rappresentano fattori strategici di primaria importanza per sostenere la competitività del sistema industriale.





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