CEI CT 31 “Materiali Antideflagranti“
PRESIDENTE Ing. FABIO PERA
VICE PRESIDENTE Ing. MIRKO BALAZ
SEGRETARIO Ing. FRANCESCO ALESSANDRO ESPOSITO
TECHNICAL OFFICER Ing. GIULIO GALBUSERA
Campo di applicazione
Il CT 31 prepara le norme riguardanti le apparecchiature elettriche utilizzate in atmosfere esplosive per la presenza possibile di sostanze come gas, vapori, liquidi e polveri infiammabili.
Struttura
Il CT 31 non ha una struttura particolare ma specifici Gruppi di Lavoro trattano di volta in volta vari argomenti, tra i quali: caratteristiche generali, custodie di sicurezza, sicurezza intrinseca, apparecchiature adatte a lavorare con presenza di polvere esplosiva, marcatura di apparecchi/componenti/assiemi, riscaldatori elettrici.
Programma di lavoro
Il programma di lavoro a livello nazionale CEI, suddiviso per settori, è disponibile al link:
Programma di normazione nazionale
Il programma di lavoro a livello europeo CENELEC è disponibile ai link:
CLC/TC 31 Work programme
CLC/SC 31-8 Work programme
CLC/SC 31-9 Work programme
Il programma di lavoro a livello internazionale IEC è disponibile ai link:
IEC/TC 31 Work programme
IEC/SC 31G Work programme
IEC/SC 31M Work programme
Officers’ Corner
Fabio Pera, Presidente CEI CT 31 Materiali antideflagranti
È nato a Roma nel 1960, si è laureato in ingegneria nucleare con lode nel 1987 presso l’Università degli studi di Roma “La Sapienza”.
È stato presso ENI (AGIP Spa, estrazione e coltivazione di idrocarburi) fino al 1994 ed è poi passato in ISPESL (Istituto Superiore per la Sicurezza sul Lavoro) nel 1995 dove si è occupato di sicurezza e salute sul lavoro (ricerca, normazione, verifica, certificazione, formazione) in particolare di impianti e prodotti elettrici partecipando come membro ai lavori del SC 31J e di altri CT del CEI. Successivamente è diventato membro e poi coordinatore del gruppo di lavoro UNI “Atmosfere potenzialmente esplosive”, cioè l’attuale CT 042/GL 50 che fa capo al TC 305 del CEN “Potentially Explosive Atmospheres – Explosion Prevention and Protection” per il rischio di esplosione non elettrico. Dal 2010 è in INAIL nel Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti Antropici (DITSIPIA) della Direzione Centrale Ricerca ed attualmente è responsabile, con la qualifica di Dirigente Tecnologo del Laboratorio I “Sicurezza nei settori ad alto indice infortunistico – Cantieristica e Agricolo Forestale”, dove svolge attività di ricerca, normazione e formazione per Impiantistica, Macchine, Rischio di esplosione, Cantieri temporanei e mobili.
In passato è stato responsabile del Laboratorio “Qualificazione dei Sistemi per la Sicurezza” (fino al 2021) e della VI Unità Funzionale “Apparecchi ed impianti elettrici ed Elettronici” (fino al 2015).
È membro di diversi gruppi e comitati di normazione a livello nazionale, europeo ed internazionale per il rischio di esplosione e per la sicurezza delle macchine (legno, robot) e la sicurezza funzionale delle stesse (sistemi di controllo) ed è stato Vicepresidente del TC 31 dal 2019 fino al 2025.
È autore di diverse pubblicazioni, guide ed articoli a carattere scientifico e per la sicurezza ed ha partecipato come relatore a numerosi convegni e conferenze.
È docente e formatore per la sicurezza nei propri campi di interesse non solo a livello istituzionale ma anche all’interno di Master e corsi Universitari.
Qual è il quadro legislativo e normativo in cui opera il CT 31?
Il CT 31 affronta diversi importanti argomenti, innanzitutto le Direttive ATEX, di prodotto (2014/34/UE) e sociale (99/92/EC) in quanto si deve garantire che i requisiti in esse contenuti siano poi rispettati nella normativa europea CENELEC e in quella internazionale IEC, secondo il Frankfurt Agreement, in modo da avere a disposizione norme armonizzate applicabili integralmente in Europa. Tali norme rivestono un ruolo fondamentale per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e la stessa direttiva ATEX di prodotto può applicarsi congiuntamente ad altre direttive come la Direttiva Macchine o la direttiva PED (Apparecchi in pressione) quindi è importante considerare anche il rapporto con questi altri atti legislativi. Questo riguarda anche la qualità dei prodotti che pur non essendo un argomento strettamente tecnico/costruttivo ma di produzione, in Europa dovrebbe essere asseverata tramite requisiti compatibili con la normativa tecnica applicabile in particolare per la certificazione.
Poi abbiamo tutta la normativa tecnica per la quale deve essere garantito il monitoraggio e quando possibile la partecipazione ai lavori da parte degli esperti del TC 31 anche in funzione dell’impatto che questa può avere sul mercato e sulla sicurezza. Non dimentichiamo poi la direttiva sociale, che integra il Dlgs 81/08 con il Titolo XI e che obbliga il datore di lavoro a fare la classificazione delle zone, scegliere apparecchiature ad esse idonee, adottare le misure di protezione tecniche ed organizzative necessarie per la sicurezza sul luogo di lavoro. Per INAIL la normativa tecnica riveste un’importanza fondamentale in quanto non solo permette di verificare la conformità allo stato dell’arte dei prodotti e la sicurezza di impianti e luoghi di lavoro ma è anche fonte di suggerimenti per la ricerca ai fini della sicurezza sul lavoro stessa che si raccolgono a seguito dei confronti che si hanno sui tavoli normativi. In aggiunta abbiamo le problematiche create dalle tecnologie emergenti applicate in ambienti potenzialmente esplosivi come ad esempio le batterie al litio che per le loro caratteristiche potrebbero diventare sorgenti d’innesco, incendiarsi o esplodere esse stesse. Un’altra tecnologia emergente è quella che vede la produzione e l’impiego dell’idrogeno sia come combustibile sia come sistema di immagazzinamento dell’energia, problemi di trasporto compreso. Infine, abbiamo alcuni temi tecnici che vengono dal passato e che richiedono una revisione dei documenti ad essi relativi come la Norma CEI 64-2 sugli esplosivi per uso civile. Quest’ultima è oggetto di revisione da parte di un gruppo ad hoc del SC 31J ed essendo molto datata necessita di un adeguamento allo stato dell’arte che coinvolge esperti sia di modi di protezione sia di impiantistica del TC 31.
Tutti argomenti già affrontati nel passato ma che richiedono continua attenzione per migliorare le condizioni di sicurezza o proporre nuove soluzioni.
A quali settori dell’industria del nostro Paese e a quali tecnologie è rivolta principalmente la normativa del CT 31?
Al momento ci sono sicuramente alcuni campi in cui il CT 31 si interfaccia con l’industria come, per esempio, la tecnologia e l’impiantistica per l’Idrogeno. In questo settore siamo interessati agli elettrolizzatori con cui si produce idrogeno, alle celle a combustibile dove l’idrogeno è convertito in energia elettrica, alle stazioni di servizio dove può essere distribuito. Inoltre, l’idrogeno può essere utilizzato in miscela con metano per uso civile e questo comporta un potenziale revamping dell’impiantistica.
Un altro settore è quello delle apparecchiature per refrigerazione e condizionamento che impiegano fluidi frigorigeni infiammabili (R50, R290, …) la cui fuga dai relativi sistemi di contenimento potrebbe causare un’esplosione, innescata dalla presenza di componenti elettrici “scintillanti”. Diventa quindi importante nella revisione della Norma CEI EN IEC 60079-15, che definisce i criteri di protezione di questi componenti scintillanti, un’attenta valutazione dello stato dell’arte.
Durante il Suo mandato, quali punti di forza ha potuto riscontrare a quali si potrebbero rafforzare?
Sono Presidente da meno di un anno però vedo confermate alcune caratteristiche positive come un buon follow up dei lavori normativi, una presenza attiva e riconosciuta a livello internazionale dei nostri esperti ed anche stima e considerazione per il lavoro svolto dal Comitato italiano. Spero di poter contribuire a rafforzare e incrementare la partecipazione ai lavori normativi.
Dal punto di vista tecnologico, quali sono le principali innovazioni in corso o che si prevedono?
Ci sono spunti particolarmente interessanti nel settore della Gas Detection, dove si trovano aziende che investono molto nelle tecnologie emergenti 4.0, per la gestione dei dati da sensori ma anche per il controllo strumentato dei processi e l’applicazione dei principi della sicurezza funzionale per garantire le performance di affidabilità dei sistemi.
Anche la robotica potrebbe diventare un tema emergente per il TC 31, basti pensare, ad esempio, agli impianti di verniciatura con solventi infiammabili o polveri combustibili che adottano queste macchine che si vengono a trovare in ambienti potenzialmente esplosivi.
Su quali principali aspetti hanno lavorato i Gruppi di Lavoro a livello internazionale e su quali norme si prevedono significativi aggiornamenti o nuove emissioni?
Ci sono alcuni temi in discussione molto interessanti come, per esempio, quello che riguarda l’impiego di batterie al litio in aree a rischio di esplosione. Il gruppo di lavoro WG 37 del IEC/TC 31, al quale fa riferimento il GdL Batterie del nostro TC 31, sta discutendo sulla possibile applicazione di batterie ricaricabili agli ioni di litio in zone a rischio di esplosione, a seguito della loro ampia diffusione e delle richieste del mercato. Si tratta fondamentalmente di batterie con capacità superiore a 25 Ah, per trazione, destinate a situazioni in cui è possibile applicare il livello più basso di protezione cioè EPL Gc per gas, dove l’atmosfera esplosiva durante le normali attività non è probabile e se si verifica è di breve durata. È stata elaborata una proposta da integrare come allegato nella revisione della Norma CEI EN 60079-7, a cui ha partecipato anche il gruppo italiano, ma per ora bisogna attendere i futuri sviluppi.
Un altro problema su cui si discute è l’instabilità termica (thermal runaway) degli elementi di queste batterie in quanto al momento nessuno è in grado di definirne la probabilità di accadimento. Notizie positive potrebbero arrivare dalle batterie a ioni sodio presumibilmente più sicure ma la tecnologia non è ancora pronta.
Alla luce della sua esperienza nell’industria e nelle attività normative, quali considerazioni si sente di condividere sui relativi rapporti?
È fondamentale che l’industria con i suoi rappresentanti partecipi attivamente ai lavori normative per evidenziare le proprie esigenze, mettere a disposizione la propria esperienza, comprendere a pieno i requisiti introdotti e le metodologie sviluppate, trovare soluzioni che soddisfino in equilibrio sia il mercato sia i principi della sicurezza dei lavoratori e dei luoghi di lavoro.













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