CEI CT 315 “Efficienza Energetica“
PRESIDENTE Prof. LUIGI MARTIRANO
SEGRETARIO Ing. NICOLA BADAN
TECHNICAL OFFICER Ing. GIUSEPPINA POLINO
Campo di applicazione
Il CT 315 CEI si prefigge di predisporre Norme o Guide tecniche di supporto alla promozione dell’efficienza energetica nel settore elettrico. Il Comitato affronta il tema dell’efficienza energetica con una prospettiva di sistema e pertanto non svolge attività normativa sui singoli componenti (prodotti).
Struttura
Il CT 315 collabora con altri Comitati Tecnici CEI per l’allineamento delle disposizioni e l’integrazione normativa nel campo Smart Building e ha rappresentanti all’interno del Gruppo misto UNI/CTI-CEI CT 212 “Uso razionale e gestione dell’energia” mirror del CEN/CLC JTC 14 “Energy management, energy audits, energy savings”, a guida italiana.
Il CT 315 è articolato nei seguenti Gruppi di Lavoro:
- GdL 1 – Strumenti di valutazione dell’efficientamento energetico
- GdL 2 – Smart Readiness Indicator
- GdL 3 – Revisione Guide e Norme
- GdL 4 – Misura distribuita.
Programma di lavoro
Il programma di lavoro a livello nazionale CEI, suddiviso per settori, è disponibile al link: Programma di normazione nazionale
Il programma di lavoro a livello europeo CENELEC è disponibile al link: CEN/CLC/JTC 14
Officers’ Corner
Luigi Martirano, Presidente CEI CT 315
Luigi Martirano è Professore Ordinario di Sistemi Elettrici per l’Energia presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza. È Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Energetica ed è Coordinatore dell’Area Elettrica del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Energetica.
È membro di comitati tecnici nazionali e internazionali nel campo dei sistemi elettrici. Al CEI, oltre a presiedere il CT 315, è membro dei CT 205 “Sistemi elettronici per la casa e l’edificio (HBES/BACS) e del SC 3D “Gestione digitale dei processi informativi nel settore elettrico Classi e proprietà e identificazione dei prodotti, IEC Common Data Dictionary e BIM”, inoltre partecipa come esperto CEI in sede IEC/SMB SEG 9 (Systems Evaluation Group 9 – Smart Home/Office Building Systems).
Si occupa di reti elettriche per applicazioni civili e industriali, per ospedali, porti, aeroporti e sistemi di trasporto. È autore di oltre 300 lavori sulle più rilevanti riviste scientifiche del settore e su atti di conferenze internazionali. È Socio Fondatore della Startup Universitaria DREAM Sapienza che opera nel campo della digitalizzazione delle infrastrutture e degli edifici.
Qual è il ruolo del CEI nello sviluppo della normazione per l’efficienza energetica in Italia?
Il Comitato Elettrotecnico Italiano svolge un ruolo fondamentale nello sviluppo della normazione per l’efficienza energetica in Italia. Attraverso il lavoro di esperti provenienti dal mondo dell’accademia, della professione, degli enti e istituzioni, delle imprese, il comitato elabora linee guida di sintesi e multidisciplinari che aiutano aziende e professionisti a progettare, manutenere e gestire impianti più efficienti e sicuri. Parte del lavoro è dedicato al recepimento delle normative europee e internazionali, adattandole al contesto italiano, promuovendo così l’innovazione tecnologica e la riduzione dei consumi energetici nel sistema Italia. L’efficienza energetica è infatti un tema multidisciplinare, che coinvolge aspetti impiantistici, tecnologici, ambientali, economici e gestionali, richiedendo la collaborazione tra diverse competenze professionali e scientifiche.
Qual è stata la genesi del Comitato Tecnico 315 e come si è strutturato?
Il CT 315 è un comitato relativamente giovane. Personalmente partecipo ai suoi lavori da circa 20 anni e mi preme ricordare con commozione il grande lavoro svolto come presidente da parte di Enrico Tironi, professore di impianti elettrici del Politecnico di Milano che ha guidato per tanti anni il comitato con serietà, competenza e dedizione.
Il CT è organizzato in gruppi di lavoro tematici che lavorano grazie all’impegno degli esperti volontari. Attualmente il lavoro si sta concentrando sullo sviluppo di una linea guida dedicata alla progettazione dei sistemi di misura e monitoraggio delle strutture e infrastrutture che contiene criteri di dimensionamento e valutazione della performance del sistema di misura.
I Gruppi di Lavoro nazionali attualmente attivi sono:
- GdL 1 – Strumenti di valutazione dell’efficientamento energetico
- GdL 2 – Smart Readiness Indicator
- GdL 3 – Revisione Guide e Norme
- GdL 4 – Misura distribuita.
Quali sono oggi le principali sfide tecniche e normative nel campo dell’efficienza energetica?
La sfida principale è considerare l’efficienza energetica non come un risultato da conseguire ma come un criterio fondamentale da considerare già in fase di progettazione di un impianto, sistema o infrastruttura. La crescente disponibilità di tecnologie sempre più avanzate e l’impiego diffuso di soluzioni basate sulla digitalizzazione rappresentano certamente elementi fondamentali per realizzare questa visione di sviluppo ed efficienza. Tuttavia, è importante sottolineare come il fattore umano continui a mantenere un ruolo centrale: le competenze, l’esperienza e la capacità decisionale di progettisti e tecnici sono indispensabili per interpretare correttamente le esigenze dei contesti applicativi, integrare le innovazioni tecnologiche in modo efficace e garantire che le soluzioni adottate siano realmente sostenibili, sicure e orientate al benessere delle persone.
Nicola Badan, Segretario CEI CT 315
Tecnologia, energia e regole: tre parole che definiscono il percorso tracciato in circa trent’anni anni da Nicola Badan. Ingegnere elettronico con MBA, oggi è Country Standardization & Regulation Leader di Schneider Electric Italia, dove si occupa di presidiare, contribuire e orientare i processi regolatori e normativi legati alla transizione energetica e alla digitalizzazione del sistema elettrico.
La sua esperienza professionale attraversa ricerca e sviluppo, innovazione di prodotto e responsabilità manageriali in ambito nazionale e internazionale, contribuendo alla diffusione di soluzioni integrate, digitali e interconnesse per l’efficienza energetica e la gestione intelligente dell’energia, l’automazione e a tutto ciò che è legato agli smart building. Ma è soprattutto nel mondo della normazione che, nel corso degli anni, ha costruito un ruolo di riferimento.
Segretario del CEI CT 315, è attivamente impegnato nello sviluppo di norme su uso razionale dell’energia e della gestione energetica, dialogando con altri comitati nazionali ed europei; è inoltre membro attivo di diversi Comitati Tecnici nazionali, tra cui il CT 64. Partecipa ai lavori di CENELEC e IEC e contribuisce a diversi tavoli istituzionali sulla transizione energetica. Parallelamente è coinvolto in numerose associazioni di settore – da Federazione ANIE a GBC Italia, fino a contesti europei – dove porta il punto di vista industriale all’interno del dibattito normativo e contribuisce alla definizione di policy e linee guida.
Una posizione, la sua, che lo vede al centro di un sistema in cui industria, innovazione e standardizzazione devono procedere insieme per rendere concreta la transizione energetica.
Perché la normazione è uno strumento chiave per la transizione energetica?
Quando si parla di transizione energetica, si è portati a pensare soprattutto a tecnologie e investimenti. In realtà, c’è un elemento meno visibile ma altrettanto determinante: la normazione. È lì che la strategia incontra la realtà, dove gli obiettivi politici diventano requisiti tecnici e, soprattutto, applicabili.
In un sistema energetico sempre più complesso – fatto di rinnovabili, processi sempre più automatizzati, edifici intelligenti, mobilità elettrica e digitalizzazione diffusa – gli standard sono ciò che tengono assieme i diversi tasselli del puzzle. Senza un linguaggio comune, “standardizzato”, l’innovazione rischia di procedere in modo frammentato, con soluzioni non interoperabili e difficili da scalare.
La normazione, invece, crea coerenza e continuità, definendo regole condivise che consentono alle tecnologie di dialogare tra loro e ai professionisti di seguire metodologie e processi comuni. È il presupposto per costruire ecosistemi integrati, in cui edifici, impianti, reti e sistemi digitali possano interagire in modo efficiente e sicuro.
C’è poi un tema cruciale di fiducia: gli standard danno certezza agli operatori, riducono il rischio percepito e rendono più prevedibili gli investimenti. In questo senso, la normazione da elemento strutturale della transizione energetica diventa anche un fattore abilitante per il mercato, evitando lock-in tecnologici e accelerando la diffusione delle soluzioni più innovative.
Inoltre, è attraverso la normazione che le grandi Direttive europee – come la Direttiva per l’Efficienza Energetica (EED) e la Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD), solo per citarne alcune – trovano concreta attuazione. Senza questo passaggio, resterebbero indicazioni di principio. Con gli standard, diventano strumenti operativi che guidano progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture, industrie ed edifici del futuro.
Infine, la normazione rappresenta uno strumento di politica industriale implicita, perché contribuisce a creare un contesto favorevole allo sviluppo tecnologico e alla competitività delle imprese europee.
Il tema dell’efficienza energetica è sempre più trasversale. Come si integra il lavoro del CT 315 con altri Comitati Tecnici CEI e con gli organismi europei e internazionali?
L’efficienza energetica non è più un tema di nicchia. Attraversa tutto: impianti elettrici, automazione, digitalizzazione, gestione dei dati, integrazione con le rinnovabili. È per sua natura un ambito sistemico, ossia multidisciplinare e intersettoriale, e richiede quindi un approccio altrettanto sistemico.
È in questo contesto che si inserisce il lavoro del CT 315, che opera come una piattaforma di integrazione tra mondi diversi.
A livello nazionale, il dialogo con altri Comitati Tecnici CEI e anche del CTI (Comitato Termotecnico Italiano) è continuo: condividere competenze, evitare sovrapposizioni, costruire coerenza tra le norme. Il confronto con il CT 64 sugli impianti elettrici, ad esempio, è fondamentale, così come il lavoro con gruppi misti su innovazioni emergenti come smart building e infrastrutture digitali per l’energia. Altro confronto fondamentale è con il Comitato Tecnico Congiunto 212 “Uso razionale e gestione dell’energia” in cui CTI e CEI operano congiuntamente su obiettivi comuni.
Proprio in questa logica di integrazione si inseriscono anche attività operative molto concrete. Tra queste, il lavoro in corso del Gruppo di Lavoro trasversale sullo Smart Readiness Indicator (SRI) del CT 315, che rappresenta un tassello fondamentale per la definizione di metriche condivise e affidabili per valutare il livello di “intelligenza” degli edifici, in piena coerenza con le evoluzioni normative europee.
Allo stesso modo, il Comitato è impegnato in un’importante attività di revisione e aggiornamento di guide e norme esistenti. In particolare, la guida CEI 315-8, ha evidenziato una forte trasversalità rispetto a diverse tematiche emergenti. Proprio per questo, si è deciso di superare un approccio strettamente settoriale ed attivare un Gruppo di Lavoro multi-comitato, con il coinvolgimento di diversi stakeholder tecnici, focalizzato sulle tematiche dei data center e delle infrastrutture Telco. Si tratta di un ambito in forte crescita, in cui efficienza energetica e sostenibilità, digitalizzazione e gestione dei dati convergono in modo evidente e dove è fondamentale costruire riferimenti normativi coerenti e condivisi.
Ma la vera scala di riferimento è quella europea e internazionale. Le norme non si sviluppano più solo a livello nazionale: CENELEC e IEC, CEN e ISO rappresentano i luoghi in cui si definiscono gli standard che poi guidano il mercato. Partecipare a questi tavoli significa contribuire direttamente alla costruzione delle regole del gioco, assicurando allo stesso tempo che le specificità nazionali siano rappresentate.
C’è poi un ulteriore livello di integrazione, forse il più interessante: quello tra normazione e policy. Il lavoro del CT 315 si interseca sempre di più con le strategie europee – dal Green Deal alla EPBD e EED – diventando uno strumento di traduzione operativa delle politiche pubbliche, anche incentivanti. Diversi potrebbero essere gli esempi: da Transizione 5.0 all’Iper-ammortamento, dal Conto Termico 2.0 alla sua evoluzione futura.
In questo senso, il Comitato non è solo un luogo tecnico, ma uno spazio di convergenza tra industria, regolazione e innovazione.
Guardando al futuro, quali sono le priorità del CT 315?
Se il presente è già complesso, il futuro lo sarà ancora di più. E proprio per questo, le priorità del CT 315 si concentrano su alcune direttrici chiave che definiranno il sistema energetico dei prossimi anni e in cui l’efficienza energetica rappresenta la radice comune.
La prima è senza dubbio la digitalizzazione degli edifici. Gli smart building non sono più un concetto futuristico, ma una realtà sempre più concreta. Edifici capaci di raccogliere dati, ottimizzare i consumi, interagire con la rete. Ma tutto questo richiede standard chiari: come si integrano i sistemi, come si gestiscono i dati, come si misura il livello di “intelligenza” di un edificio. In quest’ambito lo Smart Readiness Indicator (SRI), l’indicatore che misura la prontezza all’intelligenza degli edifici diventa centrale per abilitare non solo l’efficienza energetica ma anche nuovi servizi e modelli di business.
La seconda direttrice è la flessibilità energetica e l’integrazione con le fonti rinnovabili. Gli edifici e le unità produttive stanno passando da semplici consumatori a veri e propri nodi attivi del sistema energetico. Possono produrre energia, accumularla, modulare i consumi, interagire con la rete, ottimizzare i consumi e contribuire alla stabilità della rete. È una trasformazione profonda che richiede nuove regole e nuove metriche, in cui la misura energetica distribuita, gli impianti elettrici digitali ed efficienti e le tecnologie a supporto dell’interazione con la rete (ad esempio per la demand response) diventano condizione necessaria.
La terza direttrice è il supporto all’attuazione delle Direttive europee. Il tema della riqualificazione del parco edilizio esistente rappresenta probabilmente ad oggi la sfida più grande per l’Europa. In modo analogo l’efficientamento delle imprese, soprattutto se energivore, attraverso l’attuazione di audit energetici e l’implementazione di Sistemi di Gestione dell’Energia ISO 50001, rappresenta anch’essa una sfida non solo tecnologica ma anche concettuale per promuovere elettrificazione e digitalizzazione e trovare soluzioni in ambiti hard to abate e data centres. La EPBD e la EED puntano proprio su questo: accelerare gli interventi, migliorare le prestazioni energetiche, ridurre consumi e costi, ridurre le emissioni di gas serra. Il ruolo della normazione sarà cruciale per rendere questi obiettivi praticabili e misurabili.
Infine, un tema trasversale, ma non per questo meno rilevante: interoperabilità, sicurezza e resilienza dei sistemi. Più i sistemi diventano connessi, più aumenta la necessità di garantire che funzionino in modo affidabile e protetto. È una condizione indispensabile per la diffusione delle tecnologie e per la fiducia degli utenti.
In prospettiva, il CT 315 si conferma quindi come uno degli snodi centrali della transizione energetica: non solo per definire regole tecniche, ma per contribuire a costruire una visione di sistema in cui innovazione, sostenibilità e competitività possano procedere insieme.










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