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Intervista agli esperti del SC 64C “Protezione contro i pericoli di incendio”

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Intervista agli esperti del SC 64C “Protezione contro i pericoli di incendio”
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Comitato Tecnico SC 64C “Protezione contro i pericoli di incendio”

PRESIDENTE Ing. MICHELE MAZZARO
VICEPRESIDENTE Ing. CALOGERO TURTURICI
SEGRETARIO Ing. GIANPAOLO MONTI
TECHNICAL OFFICER Ing. SALVATORE PUGLIESE

Campo di applicazione

Il SC 64C ha il compito di sviluppare e aggiornare le norme per la protezione contro i pericoli di incendio, con particolare riguardo ai capitoli della Norma CEI 64-8 dedicati agli ambienti a maggior rischio, e anche per ambienti non coperti dalla Norma CEI 64-8 che presentano particolari rischi di incendio, come ad es. le gallerie stradali.

Opera in collaborazione con il Ministero degli Interni con l’importante partecipazione di rappresentanti dei VVF.

 

Struttura

Nel SC 64C non sono presenti Gruppi di Lavoro permanenti.

 

Programma di lavoro

Il programma di lavoro a livello nazionale CEI, suddiviso per settori, è disponibile al link: Programma di normazione nazionale

Il programma di lavoro a livello europeo CENELEC è disponibile al link: CLC/TC 64 Work programme

Il programma di lavoro a livello internazionale IEC è disponibile al link: IEC/TC 64 Work programme

 

Officers’ Corner

Michele MAZZARO, Presidente CEI SC 64C

Nato ad Acerenza (PZ) nel 1968, si è laureato in ingegneria elettrica presso l’Università di Roma “La Sapienza” dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Ingegneria Elettrica con la tesi “La previsione del carico elettrico mediante tecniche dell’Intelligenza Artificiale“. Ho inoltre conseguito i seguenti titoli:

  • Dottore in Difesa da Armi Nucleari, Radiologiche, Chimiche e Biologiche (Master di II livello presso II Facoltà di Medicina – Università di Roma “La Sapienza”)
  • Esperto qualificato in radioprotezione di III° grado
  • Analista di rischio per attività rientranti in direttiva Seveso.

È attualmente Dirigente Generale Direttore regionale dei Vigili del Fuoco per la Campania, ha ricoperto vari incarichi nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, tra i quali Direttore del Nucleo Investigativo Antincendi (NIA), Comandante dei Vigili del fuoco di Napoli (2023-2024), Direttore regionale dei Vigili del fuoco per la Puglia (2024 -2025).

Ha ricoperto numerosi incarichi presso il Ministero dell’Interno, tra i quali: Membro del Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la Prevenzione Incendi, (art.21 D.Lgs. 139/06) a partire dal 2018 ad oggi; Presidente del Comitato Tecnico per le attività con pericolo di incidente rilevante e per la prevenzione incendi della Regione Puglia e Regione Campania; Membro del Comitato centrale per la sicurezza tecnica della transizione energetica e per la gestione dei rischi connessi ai cambiamenti climatici (ai sensi art. 9 DL 24.2.2023, n. 13), Membro del Comitato di sicurezza dei trafori autostradali del Frejus e del Monte Bianco.

Attuale Presidente del SC 64C, al CEI ha ricoperto diversi incarichi al CEI in rappresentanza del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco:

  • Già Presidente del Comitato Tecnico SC 64E (impianti elettrici negli edifici storici)
  • Membro della Commissione Superiore Tecnica (CST) CEI
  • Relatore nei convegni istituzionali CEI-VVF in rappresentanza del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (dal 2004).

Ha svolto inoltre numerose attività di docenza e formazione presso il CNVVF e Università (anche come correlatore di tesi di laurea e di dottorato) e di relatore nell’ambito di convegni e seminari su tematiche relative alla prevenzione incendi e alla sicurezza antincendi.

Coordinatore di gruppi di lavoro nazionali in materia di prevenzione incendi e sicurezza antincendi con particolare riferimento alla transizione energetica e per la predisposizione di prove sperimentali sulla sicurezza delle batterie ione litio e polimeri litio.

Autore di numerosi libri e articoli scientifici sulla sicurezza elettrica, sulla fire investigation e sulle problematiche di prevenzione e sicurezza antincendi legate alla transizione energetica.

 

Ing. Mazzaro, quali sono i temi che ritiene di maggiore importanza per il SC 64C e come dovrebbero essere sviluppati a livello normativo? Quali azioni sono state fatte o possono essere fatte? 

Prima di rispondere a questa domanda occorre fare una premessa. Come è noto, lo scopo del SottoComitato 64C è la preparazione di norme e guide tecniche applicative con l’obiettivo di mettere a punto prescrizioni di sicurezza finalizzate alla protezione delle persone e degli impianti elettrici contro i pericoli di incendio. Per conseguire tale importante obiettivo, a seguito di un accordo ormai ultradecennale tra Comitato Elettrotecnico Italiano e Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, la presidenza di tale SottoComitato è affidata ad un dirigente del C.N.VV.F. Pertanto, in coerenza con le finalitè istitutive del SC 64C nonché con gli obiettivi della prevenzione incendi, ritengo, innanzitutto, che sia fondamentale proseguire con l’azione di armonizzazione normativa iniziata dai miei predecessori alla guida di questo SottoComitato (ing. Maurizio D’Addato e ing. Calogero Turturici), a cui va il mio ringraziamento, in maniera da consentire al progettista elettrico e al progettista antincendio un approccio sinergico e complementare alla sicurezza.

È appena il caso di ricordare gli importanti risultati raggiunti in tal senso in occasione dei recenti aggiornamenti della Norma CEI 64-8 laddove, grazie all’impegno del past president Calogero Turturici, per gli aspetti relativi al comportamento “al fuoco” degli impianti elettrici, sono stati implementati i criteri di sicurezza antincendi del Codice di prevenzione incendi, ricorrendo a termini e definzioni tipici della normativa di prevenzione incendi. Oppure, sempre a scopo esemplificativo, si pensi all’introduzione del concetto di “soluzione alternativa” nella Norma CEI 64-15 (Impianti elettrici negli edifici pregevoli per rilevanza storica e/o artistica), mutuata dal DM 3 agosto 2015, in sostituzione delle cosidette “varianti a sicurezza equivalente” che, anche dal punto di vista prettamente linguistico e non solo tecnico potrebbero risultare incomprensibili ed obsolete perché riferite ad una terminologia presente in precedenti regolamenti di prevenzione incendi.

Oltre al tema dell’armonizzazione del linguaggio e delle prescrizioni tecniche, ritengo che il SC 64C potrebbe fornire un importante contributo alla diffusione della cultura della sicurezza fornendo indicazioni normative e tecniche finalizzate ad evitare che gli impianti e le apparecchiature elettriche possano essere causa di inneschi di incendi e di esplosioni. Infine, un ulteriore contributo potrebbe essere fornito anche per gli aspetti relativi alla normazione di sicurezza della cosiddetta transizione “green” che, anche a causa della recente situazione geopolitica, è diventata particolarmente rilevante per il nostro Paese.

 

Con riferimento a quest’ultimo aspetto, come potrà contribuire l’attività normativa del SC 64C all’efficienza energetica e alla sostenibilità ambientale? 

Premetto che i termini inglesi green e safe spesso non sono compatibili tra di loro: una misura finalizzata al risparmio energetico non sempre risulta adeguata a garantire un suffiente livello di safety, soprattutto in relazione alla prevenzione del rischio di innesco e propagazione di un incendio all’interno di un’attività o di un’installazione.

D’altra parte, per garantire il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica e sostenibilità ambientale, richiesti anche dall’Unione Europea, il nostro Paese ha bisogno che si continui a lavorare per la messa a punto delle misure per dare garanzia agli investitori che gli impianti  che vengono installati possano essere considerati “sicuri”.

Di recente, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ha pubblicato la circolare 21021 del 23 dicembre 2024 recante “Linee guida per la progettazione, realizzazione e l’esercizio di sistemi di accumulo dell’energia elettrica (BEES)” e la circolare 14030 del 1° settembre 2025 recante “Linea guida di prevenzione incendi per la progettazione, installazione, esercizio e manutenzione di impianti fotovoltaici”. Si tratta di due disposizioni normative che riportano le principali misure per consentire adeguati livelli di sicurezza antincendi per alcune tipologie di installazioni (sistemi BEES e impianti fotovoltaici) che contribuiscono in modo sostanziale alla transizione green. Ritengo che, anche in accordo con gli altri comitati tecnici del CEI che ne hanno una più specifica competenza, il SC 64C potrà fornire un significativo contributo affinchè i contenuti di queste linee guida, e di altra documentazione di prevenzione incendi relativa alla safety della transizione energetica in fase di emanazione, possano essere “travasati” nelle normative e nelle guide tecniche di sicurezza elettrica. In questa maniera si potrà pervenire all’elaborazione di un approccio “olistico” alla sicurezza che, per gli aspetti di specifica competenza del SC 64C, riesca a contemplare le esigenze le esigenze del progettista elettrico coniugandole con quelle  del progettista antincendio.

 

Gianpaolo Monti, Segretario CEI SC 64C

Nato a Milano nel 1963, è laureato in Ingegneria Elettrotecnica presso il Politecnico di Milano con specializzazione in costruzione di macchine e iscritto presso l’ordine degli ingegneri della provincia di Monza e Brianza (A1187)

Inizia l’attività lavorativa nel 1990 come collaboratore in una società di ingegneria e autore di articoli tecnici su testate di stampa specializzata, prosegue quindi come responsabile dell’area progettazione impianti presso uno studio di architettura e poi come libero professionista titolare del proprio studio di progettazione.

Dal dicembre 2000 è in Bticino S.p.A. (gruppo Legrand) come responsabile dell’ufficio di Progettazione impianti e Gestione offerte dedicate che attualmente ha assunto il nome di progettazione soluzioni integrate.

Negli anni 2003-2004-2005 collabora come docente al Master di security and safety presso il dipartimento BEST del Politecnico di Milano e presso l’università La Sapienza in Roma come docente al Master in Illuminotecnica dove tratta gli aspetti di sicurezza elettrica e gestione automatica dei sistemi illuminotecnici complessi. Dal 2015 oltre alla responsabilità dell’ufficio progettazione soluzioni integrate ha assunto la responsabilità della Formazione Tecnica di Bticino e nel 2019 anche la responsabilità dello sviluppo dei software tecnici di Bticino per il dimensionamento degli impianti elettrici.

Nell’ambito della progettazione impiantistica ha realizzato progetti relativi a chiese nuove e chiese antiche soggette a vincolo artistico e musei, Palazzi uffici, Industrie manifatturiere, Alberghi, Ospedali, Insediamenti residenziali.

In campo editoriale ha collaborato alla stesura di un testo intitolato “guida alla complessità”, dedicato ai progettisti, avente lo scopo di fornire un metodo corretto di approccio progettuale ai grandi lavori. Attualmente è responsabile per Bticino della collana “Offerte Dedicate”: pubblicazioni tematiche per aree impiantistiche omogenee (es: alberghi, scuole, ospedali ecc.) che hanno lo scopo di guidare i progettisti alle scelte tecnologiche.

In ambito CEI, ha ricoperto il ruolo di coordinatore del gruppo BIM (Building Information Model) dal 2019 al 2023 e ricopre attualmente i seguenti incarichi:

  • Presidente del SottoComitato SC 3D dal 2023
  • Segretario del SottoComitato SC 64C dal 2024
  • Esperto tecnico del Comitato Tecnico CT 64 dal 2023.

In ambito Associazione Nazionale Imprese Elettriche e Elettroniche (ANIE) ricopre attualmente il ruolo di Rappresentante di Bticino nel gruppo “Formazione Tecnica”.

 

Ing. Monti, alla luce della sua esperienza nell’industria e nelle attività normative, quali considerazioni si sente di condividere sui relativi rapporti?

Incomincerei con affermare che oggi più che mai rapporto fra industria ed enti normatori è una necessità imprescindibile per raggiungere gli standard di sicurezza e di qualità della vita con cui ci confrontiamo tutti i giorni. Mi riferisco a temi come la sicurezza e la sostenibilità o, per esempio, alla CSR (Corporate Social Responsibility), Responsabilità Sociale d’Impresa che rappresenta l’integrazione volontaria di preoccupazioni sociali e ambientali nelle operazioni commerciali dell’impresa e dei suoi rapporti con tutte le parti interessate ricoprono ormai posizioni cruciali nelle valutazioni delle aziende manifatturiere.

Il ruolo della normazione è quello di fornire uno strumento concreto all’industria per misurare il suo livello di qualità nello sviluppo dei propri prodotti e policy ambientali. Riferendoci al mondo elettrico possiamo suddividere le norme in due grandi blocchi: le norme di prodotto e le norme di impianto, come costruttore di apparecchiature elettriche le norme di prodotto hanno un valore fondamentale in quanto entrano nel processo di verifica delle prestazioni del manufatto stesso. Le norme di impianto apparentemente sembrano interessare solo marginalmente l’attività industriale di un costruttore di dispositivi, ma, di fatto, non è così: infatti, gli impianti elettrici non sono altro che un insieme di prodotti opportunamente connessi. Il produttore, quindi, è tenuto almeno a conoscere le modalità applicative dei propri apparecchi in modo da soddisfare pienamente le esigenze di chi li installa e che poi dovrà redigere una dichiarazione di conformità di impianto.

Altro aspetto del rapporto fra industria e enti normatori è la partecipazione attiva di rappresentanti tecnici dell’industria ai Comitati. Ciò da un lato assicura un apporto di conoscenza di tecnologie aggiornate in merito alla costruzione dei dispositivi all’interno dei comitati e, dall’altro, contribuisce all’evoluzione normativa consentendo di raggiungere livelli sempre più elevati della regola dell’arte. Il rapporto quindi tra industria e attività normative se ben coordinato è un circolo virtuoso che ha come obbiettivo quello di elevare la regola dell’arte a beneficio della comunità che, per quanto riguarda il settore elettrico, avrà garanzia di prodotti e impianti “certificati” e quindi corrispondenti alla più alta regola dell’arte al momento disponibile.

 

Se dovesse spiegarlo in modo semplice, come possono impattare le attività normative relative agli impianti elettrici sui cittadini?

Provo a fare un paragone utilizzando un’automobile, mezzo di trasporto che tutti ben conosciamo: oggi abbiamo diversi dispositivi automatici che in caso di incidente hanno come obbiettivo quello di preservare la vita dei passeggeri, quando scegliamo un’automobile facciamo molta attenzione alla presenza di questi dispositivi e anche di altri, eventualmente opzionali, che ne aumentino la sicurezza e il comfort. Quando scegliamo un appartamento abbiamo la stessa cura? Dovremmo averla! In fondo passiamo un certo numero di ore al giorno all’interno della nostra casa e interagiamo diverse volte con dispositivi elettrici ma forse non siamo così bene informati sui rischi connessi all’uso delle apparecchiature elettriche e come mitigarli. Le statistiche ci dicono che gli incidenti domestici in Italia coinvolgono 4 milioni di persone e circa il 6% (241.000 individui) è dovuto ad un uso non corretto dell’elettricità. Quello che negli anni l’utente finale ha imparato a richiedere è la Dichiarazione di Conformità dell’impianto (introdotta dalla Legge 46-90 nel 1990, poi aggiornata dal DM 37-08). Avere una dichiarazione di conformità, nell’ipotesi ovviamente che rispetti la realtà dell’impianto installato, è garanzia di aver attuato almeno il livello minimo della regola dell’arte e quindi di aver raggiunto un livello ritenuto sufficiente in termini di sicurezza elettrica e prestazioni. Le norme tecniche sono ciò determina il livello della regola dell’arte.

Le norme tecniche del settore elettrico non riguardano solo l’aspetto esclusivo della sicurezza delle persone che interagiscono con dispositivi elettrici (rischi di elettrocuzione) ma anche della sicurezza dal rischio incendio, spesso provocato da surriscaldamenti localizzati dovuti a diversi fenomeni elettrici che possono essere diagnosticati e bloccati scegliendo opportuni dispositivi in commercio. Nel caso degli impianti domestici la normativa (CEI 64-8) si spinge a definire anche gli aspetti prestazionali che questi devono avere proponendo, in funzione del livello prestazionale che si vuole raggiungere, dotazioni di apparecchi (punti luce, punti prese energia, punti prese dati, ecc.) in funzione della destinazione d’uso e dei metri quadri del locale in esame. Da ultimo, soprattutto per gli addetti ai lavori, è opportuno verificare le rispondenze normative degli apparecchi installati e fare attenzione alle contraffazioni sempre più presenti anche sul nostro mercato. Ricordo che la dichiarazione di conformità che l’installatore redige prevede la descrizione del prodotto utilizzato, non vieta di utilizzare un prodotto non normato ma in caso di danni o, peggio, incidenti, il responsabile sarà in primis chi ne ha fatto la scelta cioè, in questo specifico esempio, l’installatore stesso e poi il produttore.