Il caso pilota della Cittadella Universitaria di Monserrato
A cura del Comitato Tecnico CT 205 – Sistemi bus per la gestione degli edifici e della casa (HBES/BACS)
Un nuovo indicatore al servizio della transizione energetica e digitale
Con lo Smart Readiness Indicator (SRI) l’Unione Europea si è dotata di uno strumento comune per misurare quanto un edificio sia “pronto all’intelligenza”. Questo comprende la sua capacità di:
- adattare il funzionamento alle esigenze degli occupanti
- ottimizzare i consumi
- interagire con la rete elettrica.
L’indicatore SRI nasce nell’ambito della Direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (EPBD) ed è disciplinato dal Regolamento delegato (UE) 2020/2155 e dal relativo Regolamento di esecuzione 2020/2156, che ne definiscono metodologia e modalità di applicazione.
Per il CT 205, che segue lo sviluppo normativo dei sistemi di automazione e gestione degli edifici (BACS) e dei sistemi elettronici per la casa e l’edificio (HBES), lo SRI rappresenta un tassello strategico in quanto collega in modo esplicito il mondo dell’automazione (bus di campo, sensoristica, supervisione, demand-response) agli obiettivi di decarbonizzazione e digitalizzazione del patrimonio edilizio.
SRI: come si valuta
Il parametro SRI considera fino a nove domini tecnologici dell’edificio:
- riscaldamento
- acqua calda sanitaria
- raffrescamento
- ventilazione
- illuminazione
- involucro dinamico
- elettricità
- ricarica dei veicoli elettrici
- monitoraggio e controllo
e ne misura le funzionalità “smart” presenti.
I risultati vengono aggregati su tre macro-funzionalità chiave:
- capacità dell’edificio di mantenere prestazioni ed efficienza
- rispondere ai bisogni degli occupanti
- flessibilità verso la rete
e ripartiti su sette criteri di impatto:
- efficienza energetica
- flessibilità e storage
- comfort
- convenienza d’uso
- salute e benessere
- manutenzione e previsione dei guasti
- informazione agli occupanti.
L’esito finale è un punteggio percentuale, ricondotto a classi di prontezza all’intelligenza.
La metodologia europea prevede tre metodi di valutazione, con livelli di approfondimento crescenti. Il metodo A è una valutazione semplificata, basata su un catalogo ridotto di 27 servizi, pensata soprattutto per abitazioni e piccoli edifici non residenziali. Il metodo B è una valutazione dettagliata, condotta da un esperto qualificato su un catalogo esteso di 54 servizi, ed è quello indicato per gli edifici non residenziali e per i sistemi impiantistici più articolati. Il metodo C, fondato sui dati di funzionamento effettivamente misurati, è previsto come evoluzione futura dello strumento.
Una collaborazione tra ENEA, CNPI e Università di Cagliari
L’Italia sta affrontando la fase di sperimentazione e implementazione dello SRI, ed ENEA svolge un ruolo di primo piano nell’accompagnare amministrazioni, professionisti e gestori di patrimoni immobiliari verso l’adozione dello strumento.
Un esempio è la valutazione di SRI condotta presso la Cittadella Universitaria del Policlinico di Monserrato (Università degli Studi di Cagliari). L’intervento ha interessato quattro blocchi del complesso a destinazione educativa: edifici non residenziali con superficie utile compresa tra 1.000 e 10.000 m², che hanno funto da terreno di prova per verificare l’applicabilità dell’indicatore a edifici esistenti e di grande dimensione.
La Cittadella è un campus di circa 48 ettari, alle porte di Cagliari, che riunisce in un unico complesso il Policlinico universitario e numerosi edifici destinati a didattica, laboratori di ricerca, biblioteca e servizi scientifici. I diversi blocchi sono collegati da viabilità interna, parcheggi e ampie aree verdi e presentano età costruttive, destinazioni d’uso e dotazioni impiantistiche eterogenee: un banco di prova ideale per un indicatore pensato per leggere la complessità.
La valutazione della Cittadella si è sviluppata nell’ambito di una collaborazione tra ENEA, il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati (CNPI) e l’Università degli Studi di Cagliari, capace di mettere a sistema competenze di ricerca, professionali e accademiche.
Al percorso hanno contribuito Luca Lanotte (ENEA), Giovanni Esposito, Rosario Morabito e Gianmarco Sitzia (CNPI) e Roberto Ricciu (Università degli Studi di Cagliari).
La fase di testing dell’applicazione dello SRI è stata conclusa e consegnata al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), fornendo elementi concreti a supporto delle scelte sull’adozione e l’eventuale recepimento operativo dell’indicatore a livello nazionale.
Un caso pilota: la Cittadella Universitaria di Monserrato
La Cittadella Universitaria del Policlinico di Monserrato è stata tra i primi complessi edilizi in Italia a essere sottoposti a una valutazione SRI strutturata, applicando il metodo B, cioè la valutazione dettagliata prevista dalla metodologia europea per gli edifici non residenziali.
I risultati della valutazione restituiscono un quadro articolato e, per molti versi, istruttivo:
- Punteggio SRI complessivo: circa 41%, collocato nella classe compresa tra il 35% e il 50%.
- Tra i criteri di impatto spiccano l’efficienza energetica (≈75%) e il comfort (≈66%), segno di un buon livello di automazione su riscaldamento, raffrescamento e illuminazione.
- Emergono invece ampi margini di miglioramento sulla flessibilità verso la rete e lo storage energetico (≈10%) e sull’informazione agli occupanti (≈39%), aree che indicano dove orientare i futuri investimenti.
- A livello di funzionalità chiave, la dimensione “edificio” raggiunge circa il 64%, mentre quelle “utente” e “rete” si attestano rispettivamente intorno al 49% e al 10%.
Il valore di questa esperienza non risiede tanto nel punteggio assoluto che, come previsto dalla metodologia sperimentale, non costituisce una certificazione, quanto nel fatto di aver dimostrato, su un complesso di edifici reale e articolato, che lo SRI è uno strumento applicabile, leggibile e capace di indirizzare le scelte di riqualificazione. La Cittadella diventa così un riferimento per altri enti pubblici e atenei che intendano avviare percorsi analoghi.
La lettura del CT 205
La valutazione di Monserrato conferma alcune convinzioni che il Comitato porta avanti da tempo. In primo luogo, l’intelligenza di un edificio non si misura sulla singola tecnologia, ma sulla capacità dei sistemi (illuminazione, clima, energia, sicurezza) di dialogare attraverso infrastrutture aperte e interoperabili. In secondo luogo, i punti deboli evidenziati dallo SRI (flessibilità verso la rete, informazione agli occupanti) sono esattamente gli ambiti in cui i sistemi HBES/BACS e l’integrazione con la rete elettrica possono offrire il maggiore contributo.
Per questo il CT 205 ritiene utile che casi pilota come quello della Cittadella vengano divulgati e messi a sistema: rappresentano la base empirica su cui costruire linee guida, formazione dei valutatori e, in prospettiva, l’eventuale recepimento operativo dello SRI nel quadro normativo nazionale.
Prospettive
Lo Smart Readiness Indicator non è un punto di arrivo, ma una bussola. Misura il presente per orientare gli interventi futuri, e proprio in questa funzione diagnostica risiede la sua utilità maggiore. L’esperienza della Cittadella Universitaria di Monserrato, sviluppata in un contesto di collaborazione con ENEA e gli atenei, mostra che la strada dell’edilizia intelligente in Italia è già percorribile, e che il contributo tecnico dei comitati di normazione sarà decisivo per renderla solida, interoperabile e davvero al servizio delle persone.











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